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Bontognali Emanuele C0875

Basta parti ma aumenta l’offerta ambulatoriale

La notizia che, con effetto immediato, il Centro sanitario Valposchiavo (CSVP) ha deciso il trasferimento dei parti a Samedan si è velocemente diffusa tra la popolazione della nostra regione che ha, comprensibilmente, reagito in maniera attonita e preoccupata a tale novità. L’impressione diffusa sembrerebbe essere che la Valposchiavo stia perdendo un tassello importante della sua offerta sanitaria, con il timore che quanto sta accadendo non sia che l’inizio di un processo destinato a smantellare le prestazioni sanitarie che ad oggi vengono ancora garantite sul nostro territorio. Per verificare se realmente sul futuro sanitario della Valposchiavo si stiano addensando nubi minacciose ci siamo intrattenuti con Emanuele Bontognali, presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione del Centro sanitario Valposchiavo.

Signor Bontognali, abbiamo appena appreso della decisione del CSVP di trasferire con effetto immediato i parti all’Ospedale Engadina Alta (OEA) di Samedan. Come si è giunti a tale decisione?

È da inizio di quest’anno che stiamo allestendo un concetto di collaborazione tra il CSVP e l’OEA. Parlo espressamente di collaborazione in quanto l’operazione che abbiamo messo in piedi non è a senso unico ma prevede uno scambio di prestazioni, cioè da una parte possiamo garantire un ampliamento dell’attività ambulatoriale di ginecologia e ostetricia presso l’Ospedale San Sisto e dall’altra  deleghiamo l’attività stazionaria in questo ambito presso l’OEA. L’imprevisto trasferimento a breve termine dei parti è dovuto all’impossibilità di disporre durante i prossimi mesi di un servizio continuo di anestesia a copertura di eventuali urgenze, cioè tagli cesarei.

La collaborazione in questione era inizialmente intesa a partire nel corso dell’anno prossimo e avrebbe dovuto essere pubblicata prossimamente, l’imprevisto ci obbliga però a trasferire i parti già da subito.

Lei ci ha parlato della prevista nuova collaborazione, a garanzia di uno sviluppo sostenibile di questo comparto. Ce la può illustrare?

Assolutamente. Uno degli obiettivi del Centro sanitario Valposchiavo è da sempre quello di offrire prestazioni sanitarie efficienti, sicure e a misura di paziente. Per quanto riguarda i parti tali presupposti non potranno più essere garantiti a lungo termine per la difficoltà nel reperire tutte le necessarie risorse umane, cioè gli specialisti del settore, levatrici, ginecologi/ostetrici e anestesisti. L’attività di un reparto di maternità richiede infatti, anche nel caso di un parto regolare, non solo la presenza della levatrice e del medico esperto, ma anche la possibilità di coinvolgere tutta l’equipe di sala operatoria, incluso il chirurgo e l’anestesista, nel caso di una complicazione. Già da tempo risulta molto difficile reperire i diversi professionisti disposti a garantire la necessaria presenza in tempi brevi, giorno e notte durante tutto l’anno. In futuro, con il pensionamento del ginecologo Dr. Walker, la situazione diventerebbe insostenibile, ecco dunque la necessità di guardare avanti.

L’accordo di collaborazione con gli specialisti di Samedan intende perciò garantire a tutte le donne della valle una presa a carico adeguata, per controlli e cure in ginecologia e in ostetricia.

Come detto l’attività ambulatoriale in loco verrà ampliata con la presenza un giorno in settimana del primario di Samedan, la Dr.ssa Ladina Christoffel, oltre agli attuali specialisti Dr. Willi Walker e Dr.ssa Irène Sandmeier.

Riguardo al trasferimento dei parti a Samedan il concetto elaborato dal CSVP prevede per i casi urgenti, il trasferimento in ambulanza, d’inverno se necessario accompagnata dal servizio stradale, oppure la possibilità per le future mamme in prossimità del termine e cattive condizioni stradali, di soggiornare gratuitamente in un appartamentino riservato vicino all’ospedale; costi a carico del CSVP.

Nel vostro comunicato stampa avete anche parlato di un calo delle nascite quale motivo che giustifica la vostra decisione…

Le statistiche che abbiamo in mano attualmente parlano di circa una trentina di parti all’anno in diminuzione. Se pensiamo che l’ospedale cantonale del Canton Nidvaldo – che aveva al suo attivo circa 200 parti l’anno – ha deciso di rinunciare ai parti e trasferire tale attività a quello di Lucerna, è evidente che il numero di parte registrati nella nostra struttura non era più sostenibile a lungo termine. Negli ultimi anni abbiamo fatto di tutto per riuscire a mantenere tale servizio in Valposchiavo e siamo riusciti nel nostro sforzo. Purtroppo bisogna tener conto dell’evidenza dei fatti. Il calo del numero delle nascite non si riflette solo sui costi generati dal mantenimento di un reparto, ma rende anche più difficile garantire l’efficienza delle prestazioni. L’esperienza e gli studi di settore dimostra che tale caratteristica può essere garantita unicamente a partire da 300 parti.

In teoria avremmo potuto mantenere a Poschiavo i parti naturali. Solo in teoria, però, in quanto è impossibile prevedere a priori quando potrebbero presentarsi delle complicazioni. Per la sicurezza di tutte le partorienti l’unica scelta possibile era quella per la quale abbiamo optato!

E per quanto riguarda le nostre levatrici attualmente impiegate al CSVP. Che ne sarà di loro?

Un accordo in tal senso è in elaborazione; si prevede la possibilità di un coinvolgimento delle nostre levatrici nel reparto specialistico del OEA con un’attività parziale in Valposchiavo.

Il momento del parto è comunque un momento importante e per certi versi anche difficile nella vista di una donna. Poter contare sulla vicinanza della famiglia è un fattore importante, così come lo è avere al proprio fianco una levatrice che l’ha seguita per tutto il tempo della gravidanza e che parli la medesima lingua. Anche in questo senso avete già pensato come agire?

Il reparto mamma-bambino dell’OEA è stato recentemente ristrutturato, nel senso di garantire un ambiente famigliare e intimo. La Dr.ssa Christoffel, altri medici e diverse levatrici, fra queste anche del Grigione italiano, parlano la nostra lingua…Siamo sicuri che le nostre future mamme saranno in buone mani!

Grigione Antonio Platz
Antonio Platz
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