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Maggiolini a Poschiavo e non solo

In queste settimane si stanno osservando dei maggiolini a Poschiavo. Il maggiolino (Melolontha melolontha Linnaeus1758) è un insetto coleottero appartenente alla famiglia degli Scarabeidi diffuso in tutta Europa. Esso ha un ciclo poliennale in cui gli adulti (che vivono per 5-7 settimane) sfarfallano in primavera, appunto a maggio (da qui deriva il nome maggiolino). Dopo quindici giorni dallo sfarfallamento avviene l’accoppiamento e la deposizione delle uova (60-80 uova) che si schiudono a 4-6 settimane dalla deposizione.

Le larve si nutrono delle tenere radici anche di piante erbacee spontanee. Alla fine del primo anno con l’avvicinarsi dell’inverno le larve sprofondano nel terreno e svernano. La primavera successiva riprendono l’attività e trascorrono il secondo anno allo stadio larvale. Nella primavera del terzo anno le larve possono riprendere l’attività e rimanere larve, sfarfallando poi a primavera del quarto anno oppure già sfarfallare a maggio del terzo anno.

Christoph Germann, entomologo ed espero per gli invertebrati al Museo Naturale di Soletta, spiega: “In Valposchiavo ci sono due specie di maggiolini: Melolontha melolontha e Melolontha hippocastani. I primi dovrebbero essere maggiormente presenti. In passato il coleottero era molto

frequente nei cosiddetti anni del maggiolino, invece oggi la sua presenza a livello locale è diventata rara e le massicce invasioni sono veramente sporadiche”.

Gli insetti presenti solo in Valposchiavo

Nel 2011 Christoph Germann descrisse il coleottero Sondereggers Moosrüssler. Esso vive in altitudine nel muschio e fino ad ora è stato rintracciato al Corn dal Solcun, a monte di Cavajone. La scoperta è straordinaria ed è il luogo di ritrovamento più a est per la categoria dei Sondereggers.

Anche il Troglophilus cavicola si poté attestare solo in Valposchiavo (in quanto non è presente nel resto della Svizzera). L’insetto è stato scoperto nell’agosto del 1983 da un musicista e appassionato naturalista (Kohler), che veniva in vacanza a Brusio. I primi ritrovamenti sono stati fatti a Garbela. L’Ortottero vive nei muri a secco ed esce di notte.

Serena Visentin
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