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Foto dal sito del comune www.sanvittore.ch

Incontro valli meridionali: Noi Togni non ci sarà

Declino l’invito all’incontro tra la Deputazione del Moesano in Gran Consiglio, i sindaci del Moesano e i rappresentanti del Governo del Canton Grigioni, del 23 marzo 2020 a San Bernardino, per i seguenti motivi:

La lettera inviata dalla Deputazione del Moesano al Governo chiedeva fatti (in questo caso la chiusura dei cantieri nel Moesano) e non parole; fatti che si dovrebbero tradurre in un adeguamento del Moesano alle misure contro l’epidemia da Coronavirus in Ticino. L’invito all’incontro del 23 marzo di cui sopra, è stato seguito da una presa di posizione del Governo grigionese che respinge a priori la chiusura di tutti i cantieri nel Moesano. A questo punto non vedo la necessità di un incontro di parole per giustificare fatti già decisi. Il tempo stringe e solo l’azione conta.

Il 12 marzo scorso, i sindaci del Moesano riuniti a Roveredo, hanno ricevuto dal Capo dello Stato maggiore di condotta cantonale, Martin Bühler,  l’assicurazione che il Moesano, vista la sua particolare situazione - che veniva anche dichiarata ufficialmente “particolare” in rapporto al cantone - avrebbe potuto adottare le misure in vigore in Ticino per la lotta contro il Coronavirus. I Comuni potevano inoltre stabilire misure diverse (piu’ restrittive)  se ciò fosse stato ritenuto necessario (affermazioni da interviste nei media).

In questi giorni il Canton Ticino ha deciso la chiusura dei cantieri sul suo territorio. Ovvio sarebbe stata la chiusura dei cantieri anche su suolo Moesano. Dal Governo di Coira è giunto invece il veto a tale misura. Questo, oltre al non mantenere la decisione del 12 marzo scorso, significa ulteriore diffusione del virus e maggior espandersi della malattia nel Moesano con coinvolgimento delle strutture ospedaliere ticinesi che accolgono anche i nostri ammalati. Siamo quindi di fronte al paradosso di un cantone, il Ticino, che cerca in tutti i modi di non intasare i suoi ospedali e di un cantone, il nostro, che in virtu’ di una ipotetica illegalità, non vuole frenare il potenziale afflusso di ammalati del Moesano verso il Ticino. Atteggiamento a dire poco immorale e sicuramente non solidale. 

In quanto all’illegalità della chiusura dei cantieri, lo stato di necessità - ci dicono i giuristi più eruditi - ha la priorità sulle leggi; piu’ atte ad adottare misure di protezione in uno stato di necessità sono le autorità locali in quanto conoscono meglio il territorio e le situazioni.

Dal 23 febbraio scorso chiedo al Governo di permettere al Moesano di adottare tutte le misure circa il coronavirus adottate dal Ticino. Ora, per la chiusura dei cantieri sono anche tutte le autorità del Moesano a chiedere la stessa cosa. Me ne rallegro. Ritengo però che non ci sia più tempo per discutere. Bisogna unicamente agire. Anche per rispetto e riconoscenza verso il Ticino. Possibile sia così difficile da capire a Coira?

Nicoletta Noi-Togni, sindaca e granconsigliera 

Grigione Michela Nava
Michela Nava
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Commenti  

#2 Romeo Lardi 24.03.2020 11:40
Non mi dilungo: BRAVA Nicoletta, BRAVO Reto
#1 Reto Capelli 23.03.2020 09:04
Brava Nicoletta!
Prima si decide ( contro il parere dei deputati mesolcinesi ) e poi si vuol fare un incontro. Per cosa? Per ribadire le decisioni già prese. E poi perchè a San Bernardino? hanno paura a scendere in Valle. Stessa cosa con la Valposchiavo: oggi è previsto un incontro ma i Signori di Coira si spostano solo fino in Engadina. Già da tempo lo dico: l’atteggiamento dei funzionari ( e pure di molti politici ) cantonali nei confronti delle Valli non è più accettabile e non si può più tacere.

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