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Arsenico nell'acqua: Comune al lavoro

08-11-2018

A partire dal 1° gennaio 2019, come prestabilito da leggi superiori, il valore limite dell’arsenico nell’acqua passerà da 50 ug/l a 10 ug/l. Abbiamo contattato Franco Vassella, Capodipartimento Traffico, ambiente e infrastrutture per fare il punto della situazione. Acquedotto comunale del fondovalle, munt, ristoranti e agriturismi di montagna; fontane sul fondovalle, sui maggesi e sugli alpeggi. Tutto quello che c’è da sapere per rispettare le nuove normative e garantire così la potabilità dell’acqua sul nostro territorio.

Tutte le contrade del Comune di Poschiavo riusciranno a rispettare i valori prestabiliti da questa ordinanza a partire dal 1° gennaio 2019?

Una delle principali modifiche prescritte nell’ordinanza sulle sostanze estranee e i suoi componenti (OsoE) riguarda la riduzione da 50 ug/l a 10ug/l del valore limite dell’arsenico. Il nuovo valore corrisponde al valore indicativo dell’Organizzazione mondiale della sanità applicato anche dall’UE. Il nuovo valore limite di 10 ug/l prescritto nell’ordinanza sarà garantito a partire dal 1° gennaio 2019 su tutto il territorio del Comune di Poschiavo per tutti gli utenti allacciati all’acquedotto comunale del fondovalle.

Qual è la situazione attuale in merito la presenza di arsenico nell’acqua dell’acquedotto comunale?

La situazione attuale dell’acquedotto comunale riguardo l’arsenico è sotto controllo. I nuovi valori consentiti dalla legge, con le misure introdotte, vengono rispettati. Eccezioni al momento, causa lavori di manutenzione, riguardano le frazioni di Le Prese e di Miralago che sono servite provvisoriamente dalle loro sorgenti con valori leggermente superiori al valore limite di 10 ug/l. Terminati i lavori di manutenzione tutta la rete rispetterà le nuove prescrizioni. Da segnalare che anche Miralago è allacciato all’acquedotto comunale di Poschiavo e che Repower è il gestore della rete. Essa sta realizzando le misure tecniche necessarie per garantire ad inizio gennaio 2019 il rispetto delle normative.

Quali sono state le criticità in base alle diverse captazioni e alla miscelazione dell’acqua nell’acquedotto comunale? E, soprattutto, come sono state risolte?

Dalle analisi fatte presso le otto sorgenti che alimentavano l’acquedotto comunale tre risultavano in ordine (Acqui Marsci, Turiglia, Cologna) tutte le altre superavano la soglia dei 10 ug/l. Con queste tre sorgenti alimentiamo l’acquedotto comunale. Per garantire maggior sicurezza nell’approvvigionamento altre due sorgenti (Caral/Lavineu, Torn/Miralago) possono essere sfruttate ma le loro acque devono essere miscelate con le acque delle sorgenti sopracitate. Le altre sorgenti sono state dismesse (Funtania, Calcherin, Le Prese). La soluzione tecnica ha avuto inizio 25 anni fa con le prime proposte per realizzare un acquedotto comunale, in seguito consolidate con la realizzazione dei collegamenti interconsorziali. Dopo la votazione popolare del maggio 2004 il Comune ha realizzato notevoli investimenti che oltre a garantire la quantità di acqua necessaria hanno facilitato, a partire dal 2013, a risolvere il problema dell’arsenico. La distribuzione è regolata con un sistema di automazione. Il Comune garantisce la potabilità con un sistema di autocontrollo.

Per quanto riguarda i maggesi la situazione è diversa, perché l’acqua non proviene dall’acquedotto comunale, ma bensì da sorgenti che fanno capo ai rispettivi consorzi…

I proprietari dei maggesi allacciati alle condotte comunali prima dei serbatoi sono stati informati che l’incarico comunale è quello di garantire una qualità ineccepibile dell’acqua potabile nella rete idrica comunale che copre l’area delle zone edificabili perciò a partire dal 1 gennaio 2019 l’acqua delle sorgenti Funtania, Caral/Lavineu e Torn, non risponde ai requisiti di acqua potabile. Per quanto riguarda gli altri maggesi la responsabilità che la qualità dell’acqua risponda ai requisiti di acqua potabile è dei distributori rispettivamente dei proprietari.

Sono stati effettuati dei rilievi sui maggesi? Quali le zone più a rischio?

Da parte del Comune sono stati fatti dei rilievi sui maggesi su esplicita richiesta dei Consorzi o dei privati. La zona più a rischio si trova sul lato destro della valle. Durante i lavori di sviluppo del progetto di richiesta della concessione Lagobianco è stato svolto un importante lavoro di censimento dello sorgenti nei Comuni di Poschiavo e Brusio, proprio sul lato orografico destro della valle. La carta catastale e i dati delle sorgenti sono stati esposti pubblicamente. Le zone più a rischio sono da mettere in relazione alla geologia. Visto nel contesto delle analisi sulle sorgenti pubbliche, il lato destro della valle riscontra i valori più alti.

Quali passi devono intraprendere i proprietari dei “munt” per risolvere il problema? A chi possono rivolgersi in caso di necessità?

I proprietari dei “munt” possono risolvere il problema cercando se nella zona c’è una sorgente che corrisponda alle norme richieste o installando dei filtri che abbassano il contenuto dell’arsenico. Per l’installazione dei filtri è ancora da verificare la loro funzionalità sui maggesi essendo questi occupati pochi mesi all’anno. Per la verifica della potabilità dell’acqua i proprietari possono rivolgersi al Reparto tecnico e al Fontaniere comunale i quali danno informazioni e provvedono, su richiesta, alle specifiche analisi della sorgente in collaborazione con il laboratorio cantonale, il quale informa a sua volta i Comuni e i richiedenti privati.

Un aspetto da non sottovalutare sicuramente è quello che riguarda i ristoranti e gli agriturismi, in generale le strutture ricettive situate sulle nostre montagne. Cosa devono fare i proprietari per assicurare al cliente un’acqua potabile rispettosa delle regole?

Vale quanto detto per i proprietari dei munt. Sia i ristoranti, gli agriturismi e gli alpeggi devono garantire che l’acqua usata per bere e cucinare corrisponda ai requisiti di acqua potabile. La responsabilità, sulla base della legge sulle derrate alimentari, è del distributore di un bene alimentare. Il Comune è quindi responsabile esclusivamente dell’acquedotto pubblico. Tutti i proprietari di sorgenti e acquedotti autonomi sono responsabili della distribuzione. A loro spetta la verifica della qualità dell’acqua e siccome sappiamo che gran parte delle sorgenti sul lato ovest, riscontrano valori sensibilmente alti, i distributori devono informare in merito alla potabilità o non dell’acqua.

Le indicazione dell’Ufficio per la sicurezza delle derrate alimentari e la salute degli animali consiglia, in caso di valori oltre i limiti, di usare acqua minerale per il consumo. Per l’igiene e i servizi quotidiani si usa l’acqua a disposizione.

Se parliamo di fontane, quale sarà la situazione sul fondovalle e sugli alpeggi a partire da gennaio 2019?

Per il fondovalle tutte le fontane allacciate all’acquedotto comunale garantiranno a partire dal 1 gennaio 2019 una qualità dell’acqua nei limiti consentiti dalla legge. Per le fontane sui maggesi e sugli alpeggi sarà compito dei responsabili degli acquedotti privati segnalare un’eventuale non potabilità dell’acqua.

Come è stata gestita la comunicazione nei confronti della popolazione locale e dei proprietari dei maggesi fuori Valle da parte del Comune di Poschiavo rispetto la delicata tematica?

Per quanto riguarda il problema dell’arsenico nelle captazioni delle sorgenti comunali già a partire dal 2013 il Reparto tecnico ha regolarmente informato il Consiglio Comunale e la Giunta comunale della situazione e presentato anche le soluzioni che hanno permesso di risolvere il problema a livello di acquedotto comunale. Per quanto concerne i proprietari dei maggesi, come già detto, il Comune ha informato i proprietari allacciati alle condotte di sorgente dell’acquedotto comunale con una lettera lo scorso 20 settembre. Si sta pure valutando se sia necessaria una informazione pubblica più capillare. Per ulteriori informazioni la popolazione può rivolgersi al responsabile del Reparto tecnico, signor Marco Passini.

Lara Boninchi Lopes
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