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Sentiero per la Capanna Sciora: i lavori nel 2022

29-04-2021

Sono passati quasi quattro anni dalla tragica frana del Pizzo Cengalo e la Capanna Sciora in Val Bondasca non è ancora stata riaperta. Mentre per raggiungere il Sasc Furä c’è un nuovo itinerario bianco-blu che non passa da zone a rischio in caso di smottamenti, i lavori di costruzione di quello per la Sciora non sono ancora iniziati. E contrariamente a quanto sperato, potrebbe essere necessario aspettare il 2022 per assistere al primo colpo di piccone, come ci spiega il municipale del Comune di Bregaglia Remo Capadrutt. 

«Per il nuovo sentiero della Sciora abbiamo predisposto il progetto e sono arrivate tutte le offerte.  Il costo è abbastanza elevato e adesso è necessario reperire dei fondi perché il Comune non può spendere così tanto - circa un milione di franchi - per un sentiero che porta a una capanna che appartiene alla sezione del CAS Hoher Rohn di Wädenswill, nel Canton Zurigo». Capadrutt rileva che la sezione e il CAS hanno garantito un certo supporto, ma non è sufficiente. «Forse devono aiutarci un po’ di più perché l’interesse di riaprire questa struttura è anche loro. Per quest’anno i lavori non cominceranno, bisognerà avere un maggiore sostegno dalla sezione e dal CAS». Capadrutt sottolinea che è stato necessario tenersi al di fuori dai punti di pericolo e che per farlo è stato inevitabile salire in aree piuttosto impervie. «Per attraversare questa zona ci vogliono quattro ponti, bisogna scavare nel terreno per realizzare parte dell’itinerario e quindi la spesa è elevata, perché il lavoro da svolgere è grande».  

Il sentiero inizierà dopo il Prè, dove si imbocca un tracciato utilizzato in passato, anche dai cacciatori, poi si risale il pendio fino a un’altezza di 1700 metri e si va in direzione di Naravedar. È un percorso più o meno pianeggiante, però ci sono quattro valli da attraversare e per questa ragione servono dei ponti.   La realizzazione di quest’opera è piuttosto significativa per il turismo della valle. Oltre a tornare a scalare sulle pareti situate sopra la capanna, alpinisti ed escursionisti potranno camminare sul sentiero che porta verso l’Albigna. «È importante riaprire il passo del Cacciabella, che era molto frequentato ed era combinato con il Viäl, un sentiero che ormai non è più percorribile. Però penso che il Cacciabella attiri tanti escursionisti e la Capanna Sciora, con la riapertura di questi itinerari e la disponibilità di un sentiero sicuro ricomincerà ad avere tanti pernottamenti». Grazie alla disponibilità di un nuovo sentiero escursionistico alpino, che richiede circa 5 ore di cammino, nel 2019 è stato possibile tornare alla Capanna Sasc Furä. «È stata chiusa per quasi due anni, poi è stata riaperta e l’anno scorso si sono registrati seicento pernottamenti. Sono pochissime le persone che salgono e scendono in giornata, si tratta quasi esclusivamente di alpinisti che salgono per scalare il Pizzo Badile. 

Stefano Barbusca
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