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Guy Parmelin in occasione della sua recente visita a Cavaione (foto d'archivio)

L'allocuzione per la Giornata del malato

L' Allocuzione del presidente della Confederazione Guy Parmelin Capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) per Giornata del malato del 7 marzo 2021

Care concittadine e cari concittadini,

la «Giornata del malato» è l’occasione per il Presidente della Confederazione di invitare la popolazione a non dimenticare le persone la cui salute è compromessa. 

Tuttavia il contesto quest’anno è diverso e la pandemia ha mietuto numerose vittime ripercuotendosi in modo pesante sulle nostre vite. Un tale flagello non lascia nessuno veramente indenne.

  • Da quando, un anno fa, abbiamo avuto in Svizzera il primo defunto per COVID-19, la pandemia ha mietuto nel nostro Paese oltre 9000 vittime. Molti piangono un parente o un caro amico. A queste persone va il mio più sincero cordoglio. 
  • Attualmente alcuni affrontano di persona la malattia o fanno fatica a superarne i postumi a volte persistenti. La «Giornata del malato» è dedicata a loro e contemporaneamente è dedicata a quanti soffrono di altre patologie. 
  • La pandemia impone gravi limitazioni economiche e sociali, ha compromesso numerosi progetti professionali o privati e ci sottopone ad un penoso isolamento. 
  • La nostra popolazione oggi sente la mancanza del contatto con le persone care e delle preziose libertà cui eravamo abituati. 

Care concittadine, cari concittadini,

per la Svizzera e per molti altri Paesi la pandemia rappresenta la maggiore sfida per la nostra società dalla seconda guerra mondiale a questa parte. So bene quanta forza e perseveranza sono necessarie in questa situazione. Mi rivolgo in particolare alle persone a rischio costrette a proteggersi più delle altre e anche ai giovani, cui stiamo chiedendo notevoli sforzi. Ma penso anche ai medici e al personale sanitario, estremamente sotto pressione a causa del coronavirus; a loro un grazie particolare per il persistente impegno.

La «Giornata del malato» quest’anno ha appunto adottato il motto di «Vulnerabile ma resiliente» perché la pandemia ci mostra fino a che punto la nostra società può essere vulnerabile. Ciononostante il Consiglio federale fa tutto il necessario perché la nostra società resti solida. Per raggiungere questo scopo ognuno di noi deve temprare la propria resistenza.

In tempi difficili, il termine di resistenza fa pensare a trattamenti medici o al vaccino. Ma una buona terapia va oltre: quello di cui abbiamo bisogno in dosi elevate è la resilienza!

Dobbiamo mantenere il nostro ottimismo, restare disponibili e dare prova di responsabilità. Nessuno di questi rimedi può essere prescritto, dobbiamo attingere alle nostre risorse dato che, come ha affermato il filosofo inglese Bernard Williams, l'uomo non ha mai reso alcun materiale tanto temprato quanto lo spirito umano.

Abbiate cura della vostra persona, care concittadine e cari concittadini, e prendiamoci cura l’uno dell’altro.  

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Redazione 150
Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca
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