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Bondo12.2020 57195

La Bregaglia al voto sulla ricostruzione di Bondo

L'amministrazione comunale l'ha ribadito più volte: quello per la ricostruzione di Bondo è il progetto del secolo. Bondo 2 permetterà di garantire sicurezza con la costruzione di nuovi argini e di rifare il ponte Punt sulla Bondasca tra Promontogno e Bondo, quello della strada cantonale del Maloja e il Punt Spizarun che collega Bondo a Spino. Ma per portarlo avanti serve il supporto della popolazione e domenica 31 gennaio i cittadini potranno votare la domanda di credito da 42 milioni di franchi e la revisione parziale della pianificazione locale “Bondo (Frana Cengalo)”. Alla base di questa situazione c'è l'impossibilità di svolgere le assemblee comunali, che ha reso indispensabile questo tipo di consultazione. Le critiche, soprattutto nelle ultime settimane, non sono mancate, in particolare per l'impatto che – a detta di alcuni cittadini – le opere potrebbero avere sul patrimonio culturale e ambientale e per questioni di sicurezza. Ma sono arrivati anche pareri positivi, a cominciare da quello della Pro Bondo. «Questo progetto di ingegneria idraulica è importante per la protezione degli abitati e delle strade – premette il sindaco Fernando Giovanoli -. Abbiamo dedicato vari anni alla discussione e alla pianificazione, adesso non possiamo fermarci o ritornare alla casella di partenza, sarebbe anche uno spreco di soldi pubblici. Ci sono state delle osservazioni e sono emerse delle preoccupazioni, che in parte si possono anche condividere, ma ci sembrava importante, vista anche l'entità delle opere, ribadire che noi siamo fermamente convinti della bontà del progetto. Certamente avremo un rialzamento della strada e dei cambiamenti, ma è anche vero che lasciare tutto come adesso non sarebbe la soluzione ideale. Ci siamo impegnati per la realizzazione di questo progetto e invitiamo quindi i cittadini a recarsi alle urne domenica 31 gennaio». La sicurezza, ribadisce Giovanoli, è al centro dell'attenzione. «Saranno rifatti i percorsi pedonali, la fermata dell'AutoPostale e vari altri elementi proprio con questa finalità. Secondo noi si tratta di punti a favore. Chiaramente non si può fare un intervento del genere senza avere un impatto. Grazie al concorso di idee e al contributo di professionisti validi non ci sembra di avere tralasciato aspetti importanti». Giovanoli sottolinea che è fondamentale evitare di perdere tempo. «Vogliamo che questo credito venga concesso, in modo da partire a settembre con i lavori e concluderli nel 2025. Ricordiamo che il costo ammonta a 42 milioni di franchi, di cui una parte già impiegata per la progettazione, e che le spese a carico del Comune sono comprese tra gli 11,9 e i 13,3 milioni. Sono necessari per la nostra partecipazione alle spese generali e per delle opere nostre come il rifacimento di alcune infrastrutture, ad esempio il ponte Punt e la gestione dei muri e la sistemazione della zona della palestra».

Stefano Barbusca
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