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Sonicon di Charlotte Hug, fotografia Charlotte Hug giugno 2020

Altra ospite di spicco della residenza uncool

L’elemento centrale di tutti i progetti di Charlotte Hug sono gli «sonicon»: disegni che l’artista traccia con entrambe le mani su grandi rotoli di carta e che sono arte visiva e partitura musicale al contempo. Tutti gli ingranaggi del suo lavoro in quanto violinista (di viola), cantante, compositrice e artista visiva sono intercorrelati e consentono la creazione di affascinanti spazi sonori e artistici.

Qual è la tua relazione con Poschiavo?

Il mio primo contatto è stato naturalmente con Cornelia Müller e i suoi inviti al festival uncool. Sono stata invitata due volte, una volta per un concerto solo (Anderwelten) e una volta insieme al London Stellari String Quartet. Questa primavera, Cornelia mi ha informata che si era liberata una residenza, un vero colpo di fortuna per me, ho fatto di tutto, accorciato il semestre anticipando svariati corsi con i miei studenti alla ZHdK (scuola universitaria d’arte di Zurigo) per poter venire a Poschiavo. Qui volo, mi sento completamente bene e a mio agio, ci sono vibrazioni molto forti. E naturalmente, poter venire a Poschiavo subito dopo la residenza di Lucas Niggli, con il quale ho un duo meraviglioso e poter continuare nel flusso delle sue vibrazioni è semplicemente fantastico. 

Sono molto incuriosita dai tuoi “sonicon”, ce ne puoi parlare?

Gli sonicon sono immagini sonore – visualizzano la musica, sono musica visiva. Noi comunichiamo con lingua, con il corpo ecc. Io disegno la musica con entrambe le mani, tenendo anche più graffiti o matite per mano. Seguo un’energia della musica. Quando immagino la musica, sento come un impulso, un’impressione originaria, i gesti risultano da una conoscenza implicita del corpo. 

Tutti i corpi hanno dentro di sé la musica e queste conoscenze appaiono appunto nei sonicon, che sono una specie di composizione, ma sono anche quadri veri e propri su lunghi rotoli di carta semitrasparente.

Disegno la musica, perché così colgo altre informazioni sulla musica, che può essere letta da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall’alto verso il basso o viceversa, ecc. Naturalmente, questo nuovo modo di pensare la musica ha un riferimento storico con Johann Sebastian Bach e la seconda scuola di Vienna (con tra gli altri Arnold Schönberg). Ma i sonicon vanno oltre, entrano nello spazio. Io creo spartiti spaziali che librano liberamente nello spazio.

Land-in-scape – solo per viola, voce e la Valposchiavo. Il titolo è intrigante. Come ti prepari per questo concerto?

Nel 2017, su invito di Pro Helvetia sono stata più mesi in Cina come docente ospite nell’alta scuola della Chinese Academy of Art a Hangzhou e ho studiato molto la calligrafia cinese. Lì ho scoperto che ho molte affinità con questa cultura, in particolare nel modo in cui io sento il paesaggio e disegno i suoni che sento e che immagino (stimolo esterno e interno). Nella pittura di paesaggio cinese si guarda verso l’esterno e verso l’interno. Qui a Poschiavo – ecco perché land-in-scape – voglio entrare nel paesaggio, nella topografia locale, ho percorso più volte il sentiero che sovrasta il Borgo, in entrambe le direzioni. Ho ascoltato i suoni in orari diversi della giornata. I suoni entrano nella natura e tornano trasformati, riproducendo le forme del paesaggio. In un secondo tempo ho percorso il sentiero con 20m di carta trasparente, l’ho stesa sul terreno, su radici, sassi, erba, rami ecc., ho cantato e disegnato e sul fondo si sono impresse le strutture del terreno che sono diventate parte, elementi del disegno. Ho così disegnato su 20 metri un lato di questo rotolo di carta e, una volta tornata nello studio, ho poi disegnato sull’altro lato (in-scape). 

Secondo lo studioso Hartmut Rosa, la risonanza non è un sentimento, bensì una forma di relazione. La musica è sempre comunicazione e la risonanza è importante per me. È importante poter accedere alle varie risonanze della natura. Il mio primo spazio di risonanza è la bocca. E anche la bocca e morbida e dura, modellabile, come la natura. In seguito, osservo queste strutture, le topografie e i suoni visivi e canto suoni che sono un collegamento dello spazio esterno con lo spazio interno della cavità orale, il nostro spazio di risonanza primario. 

Per il concerto, il disegno su carta semitrasparente sarà appeso nella tromba delle scale di Casa Hasler e costituirà un collegamento verticale con la creazione orizzontale. Con l’aria il disegno si muove, si gira e una volta si vede un lato, un’altra l’altro (esterno/interno). È un “land-in-scape” perché a volte diventa un ibrido, non si sa se è il lato interno o il lato esterno che si esprime. Anche la viola e la voce hanno le proprie “voci”, che a volte si collegano e altre sono autonome, restando tuttavia sempre in risonanza, creando a loro volta un nuovo strumento ibrido, mentre il pubblico vive uno spazio di risonanza visivamente multidimensionale con la verticalità e l’orizzontalità dei sonicon, della voce e della viola. Il pubblico stesso è invitato o stimolato a trovare i propri campi di risonanza in questo sistema di relazioni multidimensionale. Mi rallegro moltissimo di poter condividere il mio lavoro e di potermi esibire a Poschiavo!

 

Charlotte Hug, Land-in-scape – solo per viola, voce e la Valposchiavo,

Sabato 4 luglio ore 17.00

Casa Hasler, via da la Pesa 8, 7742 Poschiavo

 

La foto grande che ritrae l'artista durante un'esibizione è di Kai Bienert

Grigione Paola Gianoli
Paola Gianoli
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