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Sulle armi nucleari la Svizzera non cambia rotta

Sulla base di una nuova valutazione globale, il Consiglio federale ha deciso nella riunione del 27 marzo 2024, che nella situazione attuale non è necessario un riposizionamento rispetto al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), entrato in vigore nel 2021. Si allinea pertanto alla sua valutazione del 2018 e del 2019 e rinuncia ad aderirvi. Questa decisione è motivata, oltre che dalle analisi effettuate in precedenza, dalle considerazioni relative agli sviluppi della politica di sicurezza in Europa e nel mondo. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera possa contribuire in modo più significativo a un mondo senza armi nucleari nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).

Nella Strategia di politica estera 2024–2027, il Consiglio federale dichiara inequivocabilmente il suo impegno a favore di un mondo privo di armi nucleari. L'uso di armi nucleari difficilmente sarebbe compatibile con il diritto internazionale umanitario. Dieci giorni fa la Svizzera ha preso una posizione chiara in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU, dichiarando che una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere combattuta.

La questione di come realizzare l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari è oggetto di accese discussioni anche nel nostro Paese. Il Consiglio federale ha pertanto incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale (GLID) – composto da rappresentanti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) – di aggiornare completamente le sue precedenti basi decisionali e, in seguito, ha effettuato una nuova valutazione. Nel nuovo rapporto sono confluiti gli sviluppi della politica di sicurezza dal 2018, i risultati della conferenza di revisione sul TNP e le considerazioni di esperte ed esperti esterni. Con il postulato Dittli (22.3800) il Parlamento ha inoltre richiesto la stesura di un rapporto specifico sulle implicazioni legate alla politica estera e di sicurezza di un’eventuale adesione al TPNW, in particolare alla luce della guerra contro l’Ucraina e delle sue conseguenze per l’architettura di sicurezza dell’Europa.

Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW)
Il TPNW è stato negoziato nel 2017 in seno all’ONU e sancisce il divieto totale ed esplicito delle armi nucleari. Vieta in particolare l’impiego, la minaccia di utilizzare, la produzione, lo stoccaggio, l’acquisto, il possesso, lo stazionamento e il trasferimento di tali armi, i relativi test e il sostegno alle attività vietate. Il trattato è entrato in vigore nel 2021 e ad oggi è stato ratificato da 70 Stati. Diversi Paesi, inclusi quelli in possesso di armi nucleari e i loro alleati, non vi hanno ancora aderito.

Deterioramento della situazione in termini di sicurezza
Nella sua seduta del 27 marzo 2024, il Consiglio federale ha preso atto del rapporto del GLID e ha adottato il rapporto in adempimento del postulato 22.3800. Sulla base di questi due documenti, è giunto alla conclusione che attualmente non è necessario un riposizionamento e ha deciso di non aderire, per ora, al TPNW. L’Esecutivo è convinto che nell’attuale contesto internazionale, caratterizzato da un nuovo conflitto in Europa che ha riportato in primo piano questioni legate alla politica di sicurezza, l’adesione a tale trattato non sarebbe nell’interesse della Svizzera.

Il Consiglio federale ritiene inoltre che il TPNW abbia un impatto limitato poiché non è riconosciuto dagli Stati in possesso di armi nucleari e dalla stragrande maggioranza dei Paesi occidentali ed europei. L’obiettivo di un mondo privo di armi nucleari può essere concretizzato solo collaborando con gli Stati che le detengono, e non opponendosi a questi. Anche se il disarmo nucleare ha subito una battuta d’arresto e, in parte, segna persino un’inversione di tendenza, la Svizzera continuerà a esortare gli Stati interessati ad adempiere i loro obblighi in materia.

La Svizzera continua a impegnarsi per il disarmo nucleare
Nel quadro della “Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo 2022–2025”, il Consiglio federale si adopera per limitare i rischi legati alle armi nucleari e per elaborare futuri trattati di disarmo verificabili. Dal 1977 la Svizzera partecipa inoltre al Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), che conta 191 Stati membri, tra cui anche Stati dotati di armi nucleari come la Cina, la Francia, il Regno Unito, la Russia e gli Stati Uniti. Questo trattato costituisce la pietra angolare del controllo degli armamenti nucleari e dell’architettura di sicurezza globale. Architettura che la Svizzera si impegna attivamente a rafforzare.

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Redazione 150
Comunicato stampa
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