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Galbusera Mostra 50626

Il "Raffaello dei fiori" al Passo San Bernardino

Le sale dell’Ospizio al Passo del San Bernardino accolgono durante l’estate una mostra di opere del pittore Gioachino Galbusera (Milano 1870-Lugano 1944), uno dei più popolari artisti tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.


Una ventina di opere su tela riassumono l’itinerario artistico di Galbusera, iniziando dai tanti soggetti di montagna, ed in specie della regione del San Bernardino, per continuare con le nature morte ed i fiori. La mostra, curata da Aldo Cereda e Brunetto Vivalda, attenti collezionisti di Galbusera, si è inaugurata sabato 14 luglio dalle ore 17. Rimane aperta fino al 29 settembre, tutto i giorni dalle 10 alle 19. Accanto alle opere sarà disponibile il volume «Gioachino Galbusera tra Milano, Lugano e San Bernardino» di Dalmazio Ambrosioni, in cui viene delineato l’intero percorso biografico ed artistico del pittore.

Definito dai contemporanei «il Raffaello dei fiori» per la bravura in questo genere pittorico, Galbusera è stato pittore molto conosciuto ed apprezzato, tanto che le sue opere non potevano mancare tra i collezionisti del tempo a Lugano, in Ticino, in Mesolcina in Lombardia ed anche oltre San Gottardo. Dopo gli anni di Brera, si stabilì a Lugano dove aprì una scuola di pittura ed avviò un importante percorso espositivo a sud (dalla Permanente di Milano alla Villa Ciani di Lugano) ma anche a nord delle Alpi partecipando alle principali esposizioni nazionali. Per decenni ha trascorso le estati al San Bernardino, dove era figura molto popolare e tenne diverse mostre. Ritorna ora con una mostra a quell’Ospizio da cui ha ritratto a più riprese il lago Moesola, la natura, la corona di montagne e i panorami con la ricchezza della sua tavolozza pittorica. Un significativo ritorno per un pittore presente ancora oggi nelle rassegne museali dedicate alla pittura tra fine Ottocento e prima metà del Novecento.

Arrivare al Passo del San Bernardino dopo aver trascorso la mattinata nell’umido caldo Bellinzonese, rallegrandosi lungo il percorso nel vedersi abbassare vistosamente la temperatura riportata sul cruscotto dell’automobile, accompagnati dal paesaggio che è stato il soggetto di molti dei dipinti del pittore di cui stiamo per rivedere alcune opere ad olio, è la situazione ideale per gustare la sosta artistica offerta dall’antico Ospizio, da sempre attivo vicino al laghetto dalle acque gelide e trasparenti. La forza della natura che qui davvero si sente e che rende più attenti e più forti, la troviamo restituita in alcune delle tele create dal maestro Gioachino Galbusera, all’interno degli ambienti che l’artista deve aver frequentato durante i suoi soggiorni estivi e che non sono molto cambiati rispetto ad allora. L’Ospizio al Passo è ricco di ricordi in ogni suo dettaglio: ma in questo caso diventa la perfetta cornice per accogliere l’esperienza artistica di un uomo che appartiene al suo spazio. Galbusera non è un pittore impressionista perché il suo stile è comunque legato alla pittura accademica milanese; nonostante ciò, nel rendere le trasparenze o i riflessi sulle acque delle montagne tinte di rosa e di ombre violette, la sua tavolozza si apre all’uso dei colori primari che giustappone per contrasti, ottenendo effetti di sicuro realismo. La sua immagine è leggera quando il soggetto è una natura morta con mazzi di fiori, quanto solida quando cattura la forza del paesaggio d’alta quota: ma anche in questo caso ritorna a farsi sensibile nella realizzazione delle acque cristalline. Uno spettacolo da non mancare soprattutto per la particolare atmosfera del luogo, che resterà a disposizione di chi desidera comprendere la poesia del paesaggio montano attraverso la lettura dell’artista.

Margherita Gervasoni
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Commenti  

#1 Marco Albertini 12.09.2018 11:22
Ho organizzato l'accesso digitale e trasferisco l'articolo a Fausto Delucchi, Aldo e Brunetto.
Cordiali saluti

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