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In Bregaglia un cittadino su 4 è vaccinato

Una piccola struttura situata in una valle di confine, che per il Cantone può avere un grande ruolo anche futuro. È il punto di vista espresso da Peter Peyer, direttore del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità, dopo aver visitato il Centro sanitario Bregaglia.

Mercoledì il Consigliere di Stato grigionese ha incontrato i responsabili della struttura di Flin - il presidente della commissione d’amministrazione Maurizio Michael, il direttore Robert Bartczak e il medico Fausto Camponovo, membro della direzione per la parte medica - insieme ai vertici della sanità cantonale. Oltre a Peyer erano presenti il direttore dell’Ufficio dell’igiene pubblica dei Grigioni, Rudolf Leuthold, e il medico cantonale, Marina Jamnicki. «La nostra pianificazione prevede di garantire il servizio sanitario su tutto il territorio, anche nelle periferie - ha spiegato Peyer -. Per questa ragione è molto importante che un’istituzione come quella della Val Bregaglia funzioni bene. Vediamo le sfide per il futuro, soprattutto per quanto riguarda il personale, ma siamo lieti di osservare che la popolazione approva il mantenimento di questa realtà in futuro». Il Centro sanitario Bregaglia è uno dei più piccoli ospedali del Canton Grigioni, della Svizzera e probabilmente d’Europa e in questi ultimi 14 mesi ha confermato la propria centralità per la popolazione della valle.  «Questo incontro conoscitivo, di scambio di informazioni tra il CSB e le autorità cantonale è stato molto utile - ha spiegato il presidente della commissione d’amministrazione Maurizio Michael -. Per noi è importante fare capire chi siamo, quali sono i nostri progetti e i problemi da affrontare. Il Cantone ci ha comunicato informazioni rilevanti su vari aspetti».  L’incontro, simile a quelli organizzati in passato, era stato programmato tempo fa, poi è stato rimandato per l’emergenza coronavirus. E proprio su questo fronte il CSB è stato attivo sin dai primi giorni di allarme con i tamponi. «Abbiamo fatto la nostra parte e lo stiamo ancora facendo - ha assicurato Michael -. Oggi il CSB insieme al Cantone sta effettuando le vaccinazioni ai vari gruppi di cittadini, sulla base delle scelte che sono state attuate, e lo sta facendo con successo. Il 25% della popolazione è stato vaccinato».

Secondo il medico cantonale Marina Jamnicki la strategia messa in campo da Coira funziona. «A differenza di quanto avviene in Valposchiavo e a Cama, in Bregaglia non c’è un centro per le vaccinazioni - ha rilevato -. Si sono svolte tre giornate con un centro di vaccinazione “pop up”. Questo significa che veniamo noi da Coira con il vaccino, sul territorio si esegue la selezione di chi può essere vaccinato e poi svolgiamo le vaccinazioni». Mentre nelle altre valli la percentuale dei vaccinati aumenta lentamente, ma con un passo stabile, in Bregaglia varia sensibilmente dopo ogni giornata di attività. «Facciamo un grande sforzo per restare più o meno allo stesso livello in tutte le regioni, non vogliamo che ci siano differenze da zona a zona - ha aggiunto il medico cantonale -. Finora questa strategia è stata efficace, per noi è sempre importante ascoltare il punto di vista degli interlocutori sul territorio e non abbiamo avuto l’impressione di dovere cambiare». 

 

Stefano Barbusca
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