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Scuole aperte: genitori preoccupati nel Moesano

14-05-2020

La riapertura delle scuole SEC/SAP del Moesano fa molto discutere, in particolare per la scelta operata di non suddividere gli allievi in turni di frequenza: il che, secondo l’avviso di molti, avrebbe permesso di garantire una maggiore possibilità di distanziamento. Alcuni genitori considerano, preoccupati, che gli allievi delle scuole secondarie, la cui età va dai 14 ai 16 anni, non possono essere fatti rientrare nella categoria dei «bambini», dichiarata – a torto o a ragione – non portatrice del virus. D’altra parte, le scuole di primo grado della regione con un alto numero di iscritti hanno adottato misure idonee a ridurre il numero di presenze nelle aule, nonostante la loro utenza rientri nella fascia non a rischio. Non sembrano conseguenti le scelte operate dalla secondaria. Oltre che per la salute dei ragazzi stessi, i genitori sono preoccupati per la possibilità di trasmissione del virus in ambito famigliare e tra il personale scolastico, la cui età non è sempre molto lontana dai 65 anni.

Riportiamo di seguito la lettera aperta del gruppo di genitori inviata via mail e per raccomandata sia alla Direzione SEC/SAP che all’Ispettorato di Coira, che pare abbia ricevuto moltissime altre lettere di protesta. 

 

Lettera aperta alla Corporazione dei Comuni moesani per la scuola Sec/Sap

Richiesta di intervento alla Direzione scolastica SEC/SAP

Siamo un gruppo di genitori della scuola SEC/SAP di Roveredo ed abbiamo ricevuto le disposizioni della scuola in merito all’insegnamento per le prossime settimane. Da giorni seguiamo l’evolversi della situazione sulla ripresa o meno dell’insegnamento nelle scuole svizzere. Inutile dire che secondo noi, il buonsenso avrebbe dovuto suggerire alle autorità di prolungare l’insegnamento a distanza fino alle vacanze d’estate. Da noi tra l’altro mancano poche settimane alla chiusura completa delle scuole. Speravamo in una simile decisione nell’ottica della salute fisica minacciata in questo momento a tutti i livelli di popolazione e ritenendo perciò la salvaguardia di quest’ultima priorità su qualsiasi altra considerazione.

Il Consiglio federale ha deciso però altrimenti decretando l’apertura, per l’11 maggio 2020, delle scuole dell’obbligo in tutto il Paese. 

Tralasciando di istituzionalizzare l’obbligo di distanza tra allievi e creando così una serie di zone grigie che i Cantoni, in virtù della loro competenza decisionale sulle scuole, sono ora chiamati a colmare. 
Come ci si poteva aspettare i Cantoni le hanno colmate secondo un loro ragionamento e demandando ai Comuni l’attuazione delle loro decisioni. Quindi ci sono Cantoni – come Zurigo, San Gallo e il Ticino per fare degli esempi – che saggiamente hanno proceduto a dividere le classi, sia primarie che secondarie, stabilendo turni e orari affinché sia possibile mantenere la distanza sociale tra gli allievi. Non così il Grigioni che, insieme con Appenzello interno per la Svizzera orientale che è il Cantone meno toccato e senza nessun decesso, ha deciso di procedere come prima della chiusura e cioè mettendo praticamente ragazzi e bambini tutti assieme nelle classi, senza stabilire mezze classi, turni, insegnamento a giorni alterni, ecc. Indipendentemente dal fatto che il virus sia sempre ancora presente nella popolazione e senza avere dati che stabiliscano una diminuzione della sua virulenza. Problematica anche l’affermazione secondo la quale i bambini ne sarebbero immuni. Per ciò che riguarda la scuola secondaria, ovvio sarebbe stato approfondire questo aspetto trattandosi non già di bambini ma di ragazzi in un’età che ancora meno li esclude dalla fascia di pericolo. 

E proprio quest’ultimo ragionamento, convalidato da specialisti virologi che abbiamo contattato, ci spaventa.
Per questo veniamo a voi con la richiesta di non apertura della scuola fin che non si siano stabilite regole chiare e inderogabili di protezione dei ragazzi che la frequentano. Regole che comprendano la distanza sociale - che abbiamo dovuto mantenere, tra l’altro per ordine dello Stato, in queste settimane – tra allievi ed allievi, cosa che non può realizzarsi senza la formazione di gruppi di insegnamento, e di generalmente fare quanto fa il Ticino nelle sue scuole.

Questo si giustifica ampiamente dato che il Moesano non è stato toccato meno dalla pandemia che il Ticino mentre il Grigioni di lingua tedesca assai, assai meno.

Inutile dire che l’inadempimento di questa richiesta avrà conseguenze nel caso si verificassero danni agli allievi e alle loro famiglie. Vi preghiamo quindi di prenderne atto ed attendiamo una vostra presa di posizione.

Vi salutiamo

Genitori scuola SEC-SAP Roveredo

Redazione 150
Margherita Gervasoni
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