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Foto di Andrew Khoroshavin da Pixabay

Nel 2018 tasso di povertà stabile all'8%

Nel 2018 in Svizzera il 7,9% della popolazione (ossia ca. 660 000 persone) era colpita da povertà reddituale. Una persona su otto aveva difficoltà finanziarie a sbarcare il lunario. In Svizzera il tenore di vita generale continua tuttavia ad essere tra i più alti d’Europa. Ecco gli ultimi risultati che emergono dall’indagine sui redditi e sulle condizioni di vita (SILC) dell’Ufficio federale di statistica (UST).


Fanno parte dei gruppi sociali della popolazione maggiormente colpiti dalla povertà le persone che vivono in economie domestiche monoparentali (tasso di povertà del 19,3%), quelle straniere provenienti dall’Europa dell’Est o da Paesi extraeuropei (17,5%) nonché le persone senza attività professionale (14,4%) e quelle senza formazione postobbligatoria (12,1%). Nel 2018, il tasso di povertà della popolazione occupata ammontava al 3,7%, ovvero circa 133 000 persone. Rispetto al 2017 tali dati sono rimasti stabili.

Per mettere a confronto la situazione della Svizzera con quella di altri Paesi viene impiegato a livello internazionale il tasso di rischio di povertà. Con il 14,6% il tasso Svizzero era inferiore alla media dell'Unione europea (UE 17,1%). I Paesi limitrofi alla Svizzera presentavano un tasso di rischio di povertà del 13,4% (Francia), 14,3% (Austria), 16,0% (Germania) e 20,3% (Italia). La soglia di rischio di povertà dipende dal tenore di vita del rispettivo Paese e per la Svizzera nel 2018 ammontava a circa 2500 franchi al mese per una persona singola. Rettificando tale somma in funzione del potere di acquisto, essa è risultata tra il 15% e il 60% circa superiore rispetto a quella dei Paesi vicini (15% in più rispetto all’Austria, 60% in più rispetto all’Italia).

Il 5,6% della popolazione versa in condizioni di vita molto difficili

Nel 2018 in Svizzera il 12% della popolazione, ovvero quasi una persona su otto, ritiene di avere difficoltà finanziarie ad arrivare a fine mese. Il 5,6% è stato colpito da deprivazione materiale. Ciò significa che a causa della mancanza di risorse finanziarie, queste persone hanno dovuto affrontare condizioni di vita molto più difficili. Anche questo valore continua a rimanere uno dei più bassi d’Europa (media UE: 13,2%). Le persone colpite da deprivazione materiale sono molto più spesso insoddisfatte della vita che conducono attualmente rispetto a quelle che non l’hanno dovuta subire (27,3% contro 2,5%) e partecipano ad attività associative meno della metà delle volte rispetto al secondo gruppo, fatto che può rappresentare una forma di isolamento.

La maggior parte delle deprivazioni materiali in Svizzera erano collegate a difficoltà finanziarie. Infatti, il 20,7% della popolazione non era in grado di far fronte, nello spazio di un mese, a una spesa imprevista di 2500 franchi e l’8,8% aveva almeno un pagamento in arretrato (media UE: 8,9%). In Svizzera, per le persone che vivevano in un’economia domestica monoparentale, tale quota si attestava al 19,6%. Se si prendono in considerazione imposte e premi dell’assicurazione malattie (non inclusi nel confronto con l’UE) il 14,6% della popolazione svizzera e il 28,1% delle persone in economie domestiche monoparentali avevano un pagamento in arretrato.

Disparità di reddito relativamente bassa in Svizzera

Nel 2018 in Svizzera la disparità di reddito si attestava al di sotto della media europea. Il reddito disponibile del quinto di popolazione con il reddito più elevato era di 4,5 volte superiore a quello del quinto di popolazione con il reddito più basso (rapporto interquintile S80/S20). Più alto è tale numero, maggiore è la disparità di distribuzione del reddito del Paese preso in considerazione. Nel 2018 in Europa questo indicatore ha oscillato tra il 3,0 (Slovacchia) e l’8,6 (Serbia), attestandosi al valore medio di 5,2.

La ridistribuzione dei redditi tramite trasferimenti statali o disciplinati a livello statale ha contribuito notevolmente alla riduzione della disparità di reddito in Svizzera. Dopo i trasferimenti statali, il rapporto interquintile dei redditi era di circa dieci volte inferiore a quello che si attestava prima dei trasferimenti. I trasferimenti includono in primo luogo rendite e prestazioni sociali; le spese di trasferimento includono in particolare i contributi alle assicurazioni sociali, le imposte, i premi delle casse malati e gli alimenti.

Elevato tenore di vita nel confronto internazionale

Nonostante una parte della popolazione abbia dovuto far fronte a difficoltà finanziarie, anche nel 2018 il tenore di vita svizzero ha continuato a far parte dei più alti d’Europa. Il tenore di vita è misurato in base alla mediana del reddito disponibile equivalente, corretta per tener conto delle differenze di livello dei prezzi tra i Paesi. In Svizzera tale reddito era 2,9 volte superiore a quello greco, 1,6 volte superiore a quello italiano, 1,3 volte superiore a quello francese e 1,2 volte superiore a quello della Germania e dell’Austria. Ne consegue che nonostante l’alto livello dei prezzi, una volta dedotte le spese obbligatorie, il tenore di vita della popolazione della Svizzera era maggiore rispetto ai Paesi vicini e alla maggior parte dei Paesi dell’UE.

Redazione 150
Confederazione Svizzera
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