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Ape Fiore SV 49ffe
Foto di Serena Visentin

Api senza nettare a causa del brutto tempo

Oggi, 20 maggio 2019, è la giornata mondiale delle api, ma purtroppo questi insetti sono in grave sofferenza a causa dei cambiamenti climatici. Gli apicoltori valligiani sono preoccupati per questa tendenza negativa di apertura di stagione e sperano nell'arrivo della bella stagione.

Il protrarsi del cattivo tempo ha rovinato la fioritura e il nettare scarseggia; così le api non trovano nutrimento. Franco Compagnoni, Presidente della Società Apicoltori Poschiavo e Brusio (SAPB), spiega: “In trentatré anni di apicoltore non è mai successo di dover nutrire le api nel mese di maggio. Il nettare è assente. Nel Comune di Brusio la fioritura primaverile è ormai già terminata e le api non riescono a trovare nessuna fonte nettarifera. Si resta in attesa della Robinia. Attualmente a Poschiavo c’è la fioritura del tarassaco ma con questo brutto tempo le api non volano. Inoltre quando verrà tagliato il fieno le api perderanno un’altra fonte di approvvigionamento e la situazione peggiorerà ancor di più.”

Le api con il cattivo tempo volano fino ad 1 kilometro di distanza (breve tratto), mentre col tempo favorevole percorrono anche 6 kilometri alla ricerca di cibo. Quest’anno il frequente vento unito all’abbassamento delle temperature hanno portato questi insetti a non uscire dall’alveare. D’altronde il vento freddo impedisce a loro di rientrare nell’arnia e gli stessi fiori non rilasciano il nettare. Il fiore per caricarsi di nettare deve avere delle condizioni ideali ossia non troppo freddo di notte, sufficientemente umido e caldo di giorno.

Compagnoni continua: “Sono state installate tre pese elettroniche a Madreda, Privilasco e Campocologno. Esse ci forniscono la temperatura esterna e interna dell’alveare, il numero di api che volano in una giornata e l’importazione di polline e nettare (peso dell’arnia). Ogni giorno io vado a controllare e ho notato che le arnie dotate di pesa sono in costante perdita di peso. Il cibo quindi scarseggia. Un popolo di api consuma attualmente circa 200 gr. al giorno di nutrimento (miele e nettare). Invece di questi tempi, con condizioni soleggiate, l’importazione dovrebbe essere di 2 kg al giorno. Stanno consumando tutte le scorte e se non trovano nutrimento anche le covate e le api stesse rischiano di morire.”

In via del tutto eccezionale quest’anno è consigliato nutrire le api, addirittura in certi casi è indispensabile. Franco Compagnoni chiarisce: “Generalmente in primavera si evita assolutamente di nutrire le api con uno sciroppo preparato con acqua e zucchero perché lo zucchero potrebbe finire nel melario. Quest’anno le scorte di nutrimento sono finite e le api sono sul punto di morire. Quindi è consigliabile dare un litro o due litri di sciroppo. In primavera, quando riprendono l’attività, abitualmente si dava del “candito“ (pasta di zucchero e polline) per stimolarle e prepararle ad essere sane e vigorose. Quest’anno non ci si accontenta solo del "candito" ma si somministra anche lo sciroppo. Inoltre se hanno la covata devono mantenere una temperatura di 34,5 gradi sprecando perciò tantissima energia che viene dal nutrimento. È molto difficile prevedere l’annata del miele perché se il tempo dovesse cambiare ci sarebbe ancora la fioritura alpina a salvarci da un infausto scenario. Dipende tutto dal clima. Se invece continuerà così sarà un’annata da dimenticare. Potrebbero anche sciamare e in questo caso si tratterebbe di uno sciame da fame ossia per sopravvivere abbandonano il tutto alla ricerca di un posto migliore per nutrirsi. Al giorno, col bel tempo primaverile, escono circa sessantamila api, oggi siamo neanche a cento voli giornalieri a causa del tempo sfavorevole.”

  • Venerdì 24 maggio 2019 alle ore 20:00 presso la Scuola professionale di Poschiavo  si terrà una serata informativa per i soci SAPB sulle api (dal tema della nutrizione di emergenza a molto altro ancora).

Serena Visentin
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