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Zecche, vaccinazione raccomandata

11-04-2019

Il batterio della borreliosi è già presente in valle, al momento non si registrano casi di meningoencefalite virale (anche se sono stati rilevati casi di FSME contratta durante viaggi all’estero). Al contrario, in Bregaglia, questa malattia è già arrivata attraverso punture di zecche che vivono sul territorio. È solo questione di tempo – fanno sapere i medici – il cambiamento climatico e i continui spostamenti delle persone obbligano a chinarsi seriamente sulla tematica.

Relatori della serata il medico Cristian Raselli e la studentessa Michela Ferrari, moderatore il medico Emanuele Bontognali. Tra le principali malattie trasmesse dalle zecche figurano la borreliosi (Malattia di Lyme) e la meningoencefalite primaverile-estiva (MEVE/FSME/TBE). In occasione della serata, la studentessa Michela Ferrari, presenta il suo Lavoro di maturità alla Scuola cantonale Grigione (2017), intitolato:  L’espansione delle zecche in Valposchiavo, una minaccia crescente per il futuro.

L’obiettivo di questa meticolosa ricerca è stato quello di comprovare scientificamente se in Valle è veramente in atto un’espansione delle zecche, se il fenomeno è legato al cambiamento climatico, se le zecche presenti in Valle sono portatrici della borreliosi (non tutte le zecche infatti sono portatrici di malattie infettive) e, infine, quali zone della valle sono popolate da zecche.

Il lavoro di maturità della Ferrari dimostra che in Valle sono presenti due tipi di zecche: la Ixodes Ricinus la zecca più comune e la Dermacentor Marginatus. La Ixodes Ricinus può essere portatrice dell’agente patogeno della borreliosi, l’infezione può essere curata con l’impiego di antibiotici, ma per questa malattia non vi è alcun vaccino.

Entrambi i tipi di zecche invece possono trasportare il virus che causa la meningoencefalite primaverile-estiva che può essere prevenuta con un vaccino, perché non esiste un trattamento specifico. Sebbene il rischio di ammalarsi di questa malattia virale sia molto basso, la meningoencefalite da zecche può avere complicazioni anche gravi o addirittura mortali.

La puntura della zecca è indolore, facile non accorgersi

Le zecche sono dei parassiti che si nutrono del sangue di numerosi vertebrati e vivono prevalentemente dove le temperature sono miti e l’umidità è abbastanza elevata. La loro distribuzione varia anche a dipendenza della presenza di potenziali ospiti, dove la gente passa più spesso oppure dove ci sono degli animali. Per questo le zecche si trovano soprattutto ai margini di sentieri o strade di montagna. Attendono in agguato sui fili d’erba o sui cespugli il passaggio di un ospite al quale potersi attaccare per poi nutrirsi di sangue, quindi è consigliabile mettere i calzini sopra i pantaloni per proteggersi la cute.

La presenza del potenziale ospite viene percepita attraverso particolari peli sensoriali (organo di Haller), posizionati alle estremità del primo paio di zampe, in grado di rilevare stimoli  chimici e fisici, quali la temperatura, le vibrazioni e il movimento del mammifero. La zecca vive dai 3 ai 6 anni e il suo ciclo biologico si sviluppa in fase successive passando attraverso quattro stadi distinti: uovo, larva, ninfa e adulto. Il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue che viene effettuato restando sulla cute dell’essere umano o degli animali. Il capo della zecca è munito di un apparato buccale chiamato rostro, in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue. La saliva della zecca contiene sostanze anestetizzanti che rendono indolore la puntura.

Il batterio della Borreliosi è presente in Valposchiavo

Dopo aver analizzato l’evoluzione climatica misurata dalla stazione di Robbia e del Passo del Bernina a partire dal 1980 sino ad oggi, chiesto al guardiano della selvaggina di controllare la presenza di zecche sugli animali uccisi durante la caccia alta nell’autunno 2016, effettuato interviste a medici e veterinari della valle e andando lei stessa alla ricerca di zecche trascinando un tessuto bianco sul terreno, Michela Ferrari completa la sua ricerca. Ecco il risultato: “In totale ho raccolto 135 zecche e sono andata in 35 punti diversi della valle. Sul versante est del lago di Poschiavo, lungo il sentiero era pienissimo invece sorprendentemente sull’altro versante ne ho trovata soltanto una. Nella zona di Brusio non ho avuto difficoltà a trovare zecche, la cosa interessante è che ho trovato zecche anche a Poschiavo, in zona Planasc, Sotsassa e sopra Somaino. Nella zona centrale della valle da Prada scendendo verso Le Prese non ho trovato alcuna zecca. 19 delle 135 zecche raccolte sono state inviate in laboratorio per scoprire se infettate dal batterio che provoca la borreliosi. 5 delle 19 zecche analizzate erano infette, 3 delle quali raccolte nella zona nord-est del Lago di Poschiavo, 1 a Sotsassa e 1 sopra Somaino”.

Il risultato sommato ai rilevamenti effettuati in occasione della caccia alta 2016 e ai dati emersi dalle interviste a medici e veterinari ha permesso di tracciare dei confini e di stabilire quali siano le zone maggiormente a rischio zecche in Valposchiavo: la zona di Brusio comprendente anche il Lago di Poschiavo, una piccolissima zona alla Calchera e la zona di Poschiavo fino a San Carlo. Il cambiamento climatico favorisce l’espansione delle zecche e, secondo le previsioni, con l’aumento delle temperature le zecche prolifereranno anche in futuro.

La Borreliosi (Malattia di Lyme)

“La malattia di Lyme – prosegue Raselli - si sviluppa in uno stadio precoce localizzato che si manifesta da 7-14 giorni dopo la puntura della zecca e nell’80% dei casi si manifesta con un Erythema migrans che è un arrossamento della pelle. Questo eritema si ingrandisce di giorno in giorno diventando sempre più grande e assumendo la tipica forma a bersaglio, più arrossato al centro con una zona esterna più chiara e poi ancora più arrossato al margine. Se si nota qualcosa del genere bisogna andare subito dal medico, anche perché non sempre ci si accorge di essere stati punti da una zecca.

Il primo stadio della malattia di Lyme può essere associato anche ad altri sintomi come la stanchezza (50% dei casi), un leggero mal di testa, dolori muscolari e articolari e un ingrossamento dei linfonodi nella zona della puntura.

Se la malattia non viene riconosciuta e trattata al primo stadio, si passa ad un secondo stadio che si sviluppa dopo settimane e mesi dopo la puntura. I sintomi del secondo stadio possono comunque presentarsi anche senza essere passati dal primo stadio e possono essere disturbi neurologici derivanti da un’infiammazione alle meningi che può provocare anche forti mal di testa oppure delle infiammazioni ai nervi periferici che si possono manifestare con una paresi del nervo facciale o portare a dolori e bruciori o anche a disturbi della sensibilità o paresi agli arti.

Il terzo stadio si può manifestare anche dopo mesi e anni in seguito ad una puntura di zecca, i sintomi possono essere artrite con infiammazioni alle articolazioni, in particolare del ginocchio. Si aggiungono anche manifestazioni cutanee rosso-bluastre sul dorso della mano e del piede”. La borreliosi si può curare con la somministrazione di antibiotici, se non curata per tempo il recupero completo non può essere garantito.

Come rimuovere una zecca?

Afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle con una pinzetta. Tirare piano con trazione continua senza girare fino a quando la zecca si stacca. Disinfettare la zona della puntura, non utilizzare olio o altri lubrificanti per la rimozione. Se la zecca viene rimossa entro le 24 ore dalla puntura, il rischio di contrarre la borreliosi è molto più basso.

Prevenire è meglio che curare

Per la meningoencefalite virale non esiste una cura, ma esiste un vaccino che può prevenire la malattia e i rischi ad essa connessi. Le zecche infette dal virus FSME sono soprattutto presenti nel nord-est della Svizzera, ma si possono riscontrare anche in altre regioni. Circa l’1% delle zecche sono infette dal virus. La meningoencefalite virale può provocare danni irreversibili e addirittura portare alla morte. Il vaccino  è raccomandato dalla Confederazione nelle zone a rischio ed è coperto dalla Cassa malati. La Valposchiavo, la Bregaglia, la Calanca e la Mesolcina come del resto tutto il Cantone dei Grigioni rientrano nelle regioni dove la vaccinazione contro la meningoencefalite da zecche è raccomandata dall’Ufficio federale della sanità pubblica.

 

Lara Boninchi Lopes
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