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«Tutti gli interessi in gioco sono valutati»

Renato Isepponi è luogotenente e capo Dipartimento educazione, cultura, socialità e sanità del Comune di Poschiavo. Con il Podestà Giovanni Jochum fa parte del Consiglio di Fondazione del Centro sanitario Valposchiavo, di cui è vicepresidente. Lo abbiamo interpellato per approfondire alcuni aspetti sul ruolo dei due Comuni all’interno del CSVP e in materia sanitaria. 

«Vorrei fare una premessa che ritengo fondamentale per cercare di capire le basi e le relative decisioni dopo tutto quello che ho sentito e letto sul CSVP nelle ultime settimane e che invito a leggere fino in fondo se si vuole approfondire il tema. Leggendo, infatti, si ha modo avere una visione del contesto e delle dinamiche che hanno portato alla definizione di una strategia».

Prego.

Quando il filosofo greco Eraclito nel 500 avanti Cristo affermava Nulla è durevole quanto il cambiamento enunciava un principio valido oggi come lo era già 2500 anni fa. 

In queste settimane abbiamo letto e sentito di tutto in relazione allo sviluppo del Centro sanitario Valposchiavo e queste situazioni creano insicurezza nella popolazione. Dai commenti sulla stampa e sui social sembra che il Consiglio di Fondazione sia percepito come un ente astratto, preoccupato solo a fare soldi a discapito della sanità in valle. Queste polemiche inconcludenti non servono molto nella realtà delle cose, la popolazione ha però diritto ad essere informata sugli sviluppi della sanità in valle. Cosa che è stata fatta anche negli scorsi anni e che bisogna continuare a fare soprattutto in questi momenti. Di fronte a certe notizie può essere comprensibile un certo sconforto nella popolazione, bisogna però fare uno sforzo per cercare di comprendere certe decisioni e non alimentare inutilmente la polemica.

Per capire determinate scelte e strategie bisogna inserirle nel giusto contesto, altrimenti è facile confondere il sole per la luna. Innanzitutto, l’Ufficio federale della sanità pubblica emette delle direttive vincolanti per i cantoni in relazione alla politica sanitaria, a livello cantonale fa stato la Legge sulla cura degli ammalati. I parametri di qualità devono corrispondere alle norme vigenti e devono essere certificati regolarmente da uffici esterni. Le sfide informatiche, le nuove tecnologie, le attrezzature sempre più sofisticate, il numero d’interventi sono realtà con cui anche le piccole entità ospedaliere devono confrontarsi. Il Cantone pianifica la politica sanitaria e decide in base a studi e statistiche i posti letto per la lungodegenza e i mandati di prestazione per i nosocomi. In Svizzera non c’è tema più dibattuto che quello della sanità e dei costi delle Cassa malati, che continuano ad aumentare. Per questo motivo i Cantoni e la Confederazione pianificano i posti letto e le strutture ospedaliere con gradi di competenze differenziate. Se vogliamo discutere di sanità in valle non dobbiamo dimenticare di gettare uno sguardo oltre Bernina e confrontarci con le altre realtà periferiche. 

In Svizzera assistiamo nell’ultimo decennio all’aumento delle cure a domicilio a discapito delle cure stazionarie in ospedale e nella lungodegenza. Questa tendenza si riscontra anche in Valposchiavo e se si guardano i numeri, la Spitex è il settore che è cresciuto maggiormente negli ultimi 20 anni, a discapito dei posti letto nel settore acuto e nella lungodegenza. Gli anziani approdano nella lungodegenza in un’età molto avanzata e solo quando non possono più essere assistiti a domicilio, vale a dire una buona parte entra in struttura con patologie di demenza senile, Alzheimer o patologie psichiatriche. Questi pazienti necessitano di strutture e spazi adattati a vivere con queste condizioni, vale a dire un reparto protetto.

Da tre anni, dopo che la dott.ssa Darmstadt è andata in pensione, in valle non siamo riusciti a reperire dei medici di famiglia. Se pensiamo che i prossimi due medici andranno in pensione nei prossimi due-tre anni, c’è da preoccuparsi seriamente. Se non si trovano, rimane solo un medico di famiglia sul territorio. La realizzazione del centro medico dovrebbe aumentare l’attrattività della valle nel reperire il ricambio dei medici e quindi garantire questo servizio essenziale. Il centro medico è una struttura data in affitto a un gruppo di medici che sono dei liberi professionisti accreditati al Centro sanitario.

I soldi che il CSVP mette a diposizione per la realizzazione del centro medico e dell’ampliamento del CSVP sono dei fondi che sono vincolati per il rinnovo e l’ampliamento delle infrastrutture come pure gli investimenti. Questo importo viene versato dal paziente, dal Cantone e dal Comune per ogni giorno di soggiorno nel reparto acuto o di lungodegenza e evita che i Comuni e il Cantone debbano deliberare, come in passato, dei crediti di costruzione per il rinnovo, la manutenzione e gli ampliamenti. Nel 2018, quando è stata elaborata la strategia del CSVP, le tematiche dei pazienti ambulanti al posto di stazionari, un reparto protetto e un centro medico sono servite a impostare il mantenimento della sanità in valle. Non si è mai discusso di chiudere la chirurgia e l’ostetricia, se non quando non è più stato possibile reperire i medici anestesisti in un raggio d’azione utile per le urgenze. A seguito di queste contingenze abbiamo valutato in che modo fosse possibile mantenerla in loco. 

Renato Isepponi, insieme al Podestà Giovanni Jochum lei fa parte del Consiglio di Fondazione del CSVP in qualità di rappresentante del Comune di Poschiavo. Come avviene la nomina dei membri?

Le nomine del Consiglio di Fondazione avvengono come fissate dallo statuto del CSVP al punto 5. 

Il Consiglio di Fondazione è l’organo supremo della Fondazione e si compone di sette membri, di cui due in rappresentanza del Comune di Poschiavo, di regola il Podestà e il responsabile del Dipartimento sanità, nominati dal Consiglio comunale; due in rappresentanza del Comune di Brusio, di regola il Sindaco ed un altro rappresentante, nominati dal Consiglio comunale; tre nominati congiuntamente dai Consigli comunali di Poschiavo e Brusio. 

Questi devono disporre di competenze nel campo sanitario, finanziario e imprenditoriale. Sono eleggibili anche persone non domiciliate nella Valle di Poschiavo. 

A chi risponde il Consiglio di Fondazione di cui fa parte?

Gli organi della Fondazione sono i seguenti:

a) il Consiglio di Fondazione (CF);

b) il Comitato del Consiglio di Fondazione (CCF); 

c) la Direzione generale (DG);

d) l’Ufficio di revisione (UR).

La struttura organizzativa corrisponde a quella di un’azienda ed è costituita nel modo seguente: la Direzione generale e il Comitato del Consiglio di Fondazione sottostanno al Consiglio di Fondazione. In pratica il Consiglio di Fondazione con l’Ufficio di revisione verifica l'operato della parte esecutiva nel rispetto alle direttive e delle leggi cantonali e federali. Inoltre, le strutture sottostanno al Dipartimento della sanità cantonale per quel che riguarda i requisiti richiesti. 

Come detto, il Consiglio di Fondazione è affiancato da un Comitato del Consiglio di Fondazione, formato da tre membri scelti dalle autorità dei due Comuni, ai quali compete l’organizzazione interna, la pianificazione e la definizione degli indirizzi strategici del CSVP. Quali sono i criteri di scelta e a chi compete la nomina all’interno dei due Comuni? 

La strategia del CSVP è stata elaborata nel 2018 in collaborazione con parte del personale, dei capi reparto, dei medici accreditati, dalla Direzione Generale e dal Consiglio di Fondazione tenendo conto dei diversi scenari e delle opportunità e dei rischi a breve, medio e lungo termine. La Direzione generale e il Comitato del Consiglio di Fondazione sono stati incaricati d’implementarla. Come detto nella premessa, le priorità principali sono state la reperibilità di nuovi medici di famiglia, il reparto protetto, l’assistenza domiciliare, senza tralasciare tutti i temi che riguardano la gestione unitaria e razionale del personale e di tutte le strutture. Le nomine, come spiegato prima, sono fatte dei rispettivi Consigli comunali e per il Comitato del Consiglio di Fondazione i membri devono possedere delle competenze in ambito sanitario, organizzativo e finanziario.

Qual è concretamente il ruolo dei Comuni e quali sono i loro compiti all’interno del CSVP e in materia sanitaria? 

Il compito del CSVP è regolato dal punto 2 dello Statuto:

Art.2

La Fondazione ha come scopo la gestione e la coordinazione di un adeguato approvvigionamento territoriale di prestazioni sanitarie, di cure per i lungodegenti e di assistenza a domicilio. 

La Fondazione può stipulare accordi con il Comune di Poschiavo, di Brusio o con terzi per la fornitura di particolari prestazioni di assistenza sanitaria. 

L’assunzione dei costi associati a queste alleanze deve essere regolata tramite contratto. 

I Comuni sono rappresentati e verificano che questo compito sia assunto correttamente dal CSVP. Le prestazioni sanitarie di base devono essere garantite, i Comuni possono delegare ulteriori compiti al di fuori dell’approvvigionamento di base, ma sono pure responsabili di coprire gli eventuali deficit causati dal mandato affidatogli. La politica, come del resto la Fondazione, deve tener conto della situazione reale: risorse umane, competenze specialistiche, attrezzature, strutture adeguate e pareggio di bilancio. Se questi elementi non sono dati, il rischio a media e lunga scadenza non sarebbe sostenibile. 

Lei è consigliere del Comune di Poschiavo, eletto dai cittadini, e vicepresidente del Consiglio di Fondazione del CSVP. Non c’è il rischio di un corto circuito, nel momento in cui è chiamato a rispondere sia delle scelte strategiche del CSVP sia delle istanze dei cittadini?

Il mio compito è soprattutto quello di rappresentare le istanze del Comune e della popolazione in seno al Consiglio di Fondazione. Le decisioni prese dal Consiglio di Fondazione devono tener conto di più fattori ed esigenze e a volte bisogna guardare in faccia la realtà e scendere a compromessi. Ciò non significa che ci sia pericolo di corto circuito, ma è piuttosto una caratteristica intrinseca degli organi composti come il Consiglio di Fondazione, che hanno il vantaggio di garantire che tutti gli interessi in gioco siano valutati per poter prendere delle decisioni. I Comuni sono responsabili di garantire il buon funzionamento del Centro sanitario e delle sue offerte come da contratto per l’approvvigionamento di base. Per i Comuni, e questo vale di riflesso anche per i cittadini, le offerte devono corrispondere alle esigenze, essere ragionevoli e finanziabili. Se il CSVP dovesse fare dei deficit importanti i costi dovrebbero essere assunti dai Comuni. Se i costi gestionali sono eccessivi e ricorrenti, il ricorso all’aumento del tasso fiscale sarebbe inevitabile. I Comuni hanno tutto l’interesse che il CSVP adempia al suo compito per l’approvvigionamento sanitario di base, anche perché le risorse comunali servono per altri investimenti infrastrutturali a favore della comunità. Come dicevo nella premessa un ospedale per 4’500 persone non è in grado di tenere il passo con lo sviluppo tecnologico e avere a disposizione degli specialisti in tutti gli ambiti richiesti se non in una forma di collaborazione esterna. Malgrado le difficoltà di percorso vedo un’impostazione sanitaria del CSVP realistica e rivolta al futuro.

Grigione Michela Nava
Michela Nava
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