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Immagine di repertorio

Roveredo: ancora da discutere per la ricucitura

Come previsto agli articoli 4 cpv. 1 LPTC e 3 cpv. 13 OPTC, singoli cittadini e/o gruppi politici di Roveredo si sono avvalsi della possibilità di inoltrare osservazioni e interpellanze al Piano d’area ricucitura centro Roveredo pubblicato all’albo Comunale lo scorso 1º settembre. 

In particolare il Signor Mario Albini (in veste di proprietario confinante con la zona in oggetto), nove aderenti al Gruppo Rorè Etica e PLD insieme ad un gruppo di liberi cittadini hanno segnalato, attraverso tre distinte interpellanze, una serie di incongruenze tra le premesse originali approvate dalla popolazione e le proposte dal piano d’area, nonché una serie di ulteriori «concessioni» all’investitore Alfred Müller, indicate come eccessive e non convenienti per il Comune. 

In particolare i punti segnalati come criticità da mettere in discussione riguardano l’invasione di particelle private con conseguenti costi di risarcimento da parte del Comune, la riduzione non preventivata degli spazi pubblici a favore di costruzioni private, con relativo ridimensionamento delle piazze e del numero di parcheggi previsti dalla legge comunale (1 ogni 100m2 invece di 1 ogni 80m2), l’assenza della previsione di servizi di ricarica per mezzi elettrici in prossimità dei parcheggi, un indice di sfruttamento fissato a 1.3 invece che a 1.0 come da legge per edifici non confinanti, la deviazione inappropriata della pista ciclabile, diverse mancanze progettuali e diverse altre lacune nell’osservanza delle leggi  pianificatorie vigenti. Il tutto, secondo l’avviso sia di Albini che di Rorè Etica, solamente al fine di assecondare le eccessive richieste dell’investitore. A questo proposito il PLD sostiene la necessità di istituire un gruppo di accompagnamento, composto da rappresentanti di tutta la popolazione roveredana, che si assuma il compito di sostenere il Municipio, professionisti e istituzioni, nella conduzione delle trattative finali con l’investitore. 

Infine, vengono segnalate irregolarità e mancanza di chiarezza sia nella comunicazione del Piano d’area – che secondo Albini avrebbe richiesto un incontro popolare mai avvenuto –, sia nelle procedure di approvazione, oltre che nella tempistica di pubblicazione che – come segnalano anche Rorè Etica e i Liberali – non terrebbe conto della nuova pianificazione locale, in virtù della quale, probabilmente, il Comune sarà tenuto a diminuire le zone edificabili a scapito dei privati cittadini. 

Anche se, come segnalato dal Municipio, il Piano d’area non è approvato dalla popolazione ma dal consiglio comunale, al termine della procedura di allestimento esso dovrà comunque ancora essere esposto pubblicamente con possibilità di opposizione. In seguito all’approvazione finale da parte del Municipio (con possibilità di referendum) dovrà essere,infine, approvato dal Governo. 

 

Redazione 150
Margherita Gervasoni
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