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Suor Maria e i sorrisi del Madagascar

Tutta la solidarietà e la generosità del Moesano sarebbero necessarie per riportare un sorriso nel Madagascar, letteralmente messo a soqquadro dalla pandemia di Covid-19, che ha bloccato le già precarie attività economiche del paese, mettendo in particolare difficoltà soprattutto coloro che abitano nelle città. Con l'aumento dei casi di coronavirus, il presidente malgascio Andry Rajoelina ha annunciato un nuovo ordine di blocco per la capitale Antananarivo. Dopo aver istituito un blocco anticipato a marzo, le autorità hanno gradualmente allentato le misure in atto, consentendo alle scuole e ai negozi di riaprire e riducendo significativamente il coprifuoco, consentendo alla vita di tornare praticamente alla normalità nella capitale Antananarivo. Tuttavia, a partire da lunedì 6 luglio, tutta la regione di Analamanga, che comprende la capitale, è di nuovo chiusa. Solo le attività essenziali sono aperte e devono chiudere a mezzogiorno. Sono vietati i viaggi non essenziali e non meno di 500 militari sono stati impiegati per applicare le nuove misure. L'economia del Madagascar, già non particolarmente florida, si è quindi completamente fermata, con tutte le conseguenze sociali che ciò comporta. Sulla base delle statistiche ufficiali, il numero di casi di coronavirus è aumentato del 52% la scorsa settimana e le morti sono aumentate del 65%. Al 9 luglio, il Madagascar aveva riportato 3.782 casi e 33 morti. Nonostante questo Suor Maria Albertini, la carmelitana partita da Sementina come missionaria e oggi in stretto contatto con l’Associazione benefica di Lostallo «Un sorriso per Lova», al momento non è tanto preoccupata della difficoltà di curare i malati nel suo dispensario (dove, a suo dire, la forza della preghiera non ha fatto ancora giungere neppure un caso di contagio), quanto di riuscire a dare da mangiare a tutti coloro che sono alla ricerca di cibo. «Distribuiamo riso ogni 15 giorni a circa 500 famiglie e ogni giorno, a seconda dei casi che si presentono al nostro cancello - scrive la religiosa -. Molti hanno fame, non li conosciamo ma quando vediamo l’aspetto .... oltre al riso spesso doniamo un litro di olio, due saponi, 1 kg di zucchero, latte, sardine, formaggini… dipende da quello che abbiamo. La comanda di riso è di 100 sacchi da 50 kg o 80 sacchi da 50 kg, quasi tutte le settimane; ora però sono quindici giorni che non abbiamo comandato poiché il riso non c’è, ma arriverà...». 

Suor Maria racconta di colonne di persone che s’incamminavano ogni giorno, prima del nuovo ordine di confinamento, verso le campagne - distanti diversi giorni di cammino - nella speranza di trovare cibo a sufficienza per sfamarsi. I negozi della capitale non sono più in grado di approvvigionarsi del necessario per fare fronte alla richiesta dell’abbondante milione di abitanti. Ma Suor Maria ha continuato, fino a quando le è stato possibile e adottando misure di distanza sociale e igiene aumentata, a svolgere lezione con gli studenti che stavano preparando gli esami finali. Perché la scuola in Madagascar è un privilegio e ottenere un diploma può rappresentare una vera opportunità di sopravvivere dignitosamente (in particolar modo per le ragazze). Oltre a questo, in base a quanto emerso dalla relazione fatta lo scorso 8 luglio durante all’Assemblea dell’associazione benefica di Lostallo da Beatrice Fossati, le strutture ospedaliere cittadine, oltre ai ridotti reparti generici, non sono provviste di una sezione attrezzata per le cure intensive.

Suor Maria scrive che sono state approntate delle strutture d’emergenza ma continua raccontando: «I casi gravi accertati sono 70 e centinaia che aspettano il risultato dei test. I morti dichiarati con il test sono 33 ma in realtà sono moltissimi che muoiono a causa di polmoniti gravi con insufficienza respiratoria, senza aver potuto fare il test. Ci sono lunghissime code con ore di attesa prima di riuscire ad essere sottoposti al tampone. Praticamente la situazione è precipitata dal 20 giugno con un fortissimo aumento di malati. Chi ha un ambiente più o meno isolato può provare a curarsi a casa…C’è un po’ di confusione in questo periodo e ho l’impressione che non si riesca più a gestire la cosa come si dovrebbe». 

La situazione raccontata da Suor Maria non è molto diversa, quindi, da quella che possiamo immaginare sussistere in diverse altre realtà mondiali, del tutto impreparate a far fronte alla pandemia; ma come ci ha esortato ai ricordare il suo comitato, donare a «Un sorriso per Lova» ( CCP 65-80807-5, IBAN CH48 0900 0000 6508 0807 5) significa avere la garanzia che ogni centesimo versato andrà direttamente a chi lo userà per garantire la sopravvivenza di esseri umani in grave difficoltà, senza passare per intermediari. Un aiuto importante per sostenere il comunque enorme coraggio, la temerarietà e l’intraprendenza di Suor Maria Albertini. 

I progetti dell’Associazione sono diversi: adozioni a distanza singole (sostegno scolastico-medico-sanitario, cibo); sostegno a distanza con contatto diretto con la/il ragazza/o - famiglia sostenuta; sostegno per altri progetti concreti relativi al futuro dei ragazzi (progetti scolastici, aiuto finanziario per apprendistato o scuola professionale); sostegno finanziario per trasferimenti famigliari dalla città alla campagna alla ricerca di un futuro migliore. L’emergenza del momento è sicuramente la pandemia: un sacco distribuito ogni 15 giorni alle 500 famiglie assistite da Suor Maria, contenente 10 kg di riso, 1 kg di zucchero, 1 l d’olio, latte, sardine, saponi da bucato, gel disinfettante mani, costa circa 13 franchi. Sommando a questa spesa il cibo donato a chi si presenta ogni giorno, si può pensare ad una uscita mensile di 20’000 franchi mensili soltanto per il cibo distribuito. Grazie ai benefattori, che l’Associazione ringrazia di cuore, fino ad oggi sono stati inviati a Suor Maria 17’900 franchi per l’emergenza Covid-19.  A chi desiderasse ulteriori informazioni e maggiori ragguagli segnaliamo, di seguito, i contatti dell’Associazione di Lostallo: 079 280 24 79 – 079 340 46 53, e-mail- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Margherita Gervasoni
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