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Sabina Paganini e Orlando Crameri

Quasi ultimati i lavori alle scuole

Simona, Romana, Fabrizia, Daniela e Renata. Sono le infaticabili collaboratrici delle scuole comunali di Santa Maria che a suon di olio di gomito e disinfettante passano e ripassano (due volte al giorno) aule, servizi igienici e puliscono qualsiasi cosa sia stata toccata dai 400 alunni che da ormai sei settimane sono tornati a scuola. A coordinare il loro lavoro il bidello Livio Lanfranchi che ogni settimana segna 25 ore di sanificazione e tiene il conto di tutto il materiale necessario: «Salviettine monouso, sapone liquido, disinfettante per le mani, detergenti per le aule… A conti fatti parliamo di circa 1300 franchi a settimana che la scuola è costretta a sborsare per rendere la scuola a prova di coronavirus».

E proprio al custode e a sua moglie la direttrice scolastica Sabina Paganini mercoledì mattina ha rivolto - davanti alla stampa - i ringraziamenti dell’intero istituto per il gran lavoro svolto. «Avevamo tutti le nostre preoccupazioni: la direzione scolastica, il corpo docenti, gli alunni e le loro famiglie… ma dobbiamo dire che la decisione presa da Governo e Cantone si è rivelata assai giusta. Siamo riusciti a far rientrare in classe 400 alunni e 60 insegnanti con semplici accorgimenti come ad esempio la ricreazione suddivisa per classi o per annate, evitando un rientro scaglionato e senza dover intervenire sul numero delle classi. Sono molto soddisfatta di questo lavoro di squadra!».

L’incontro con la stampa alle scuole di Santa Maria l’ha fortemente voluto il consiglio scolastico che ha deciso di mostrare i lavori realizzati negli ultimi due anni nell’edificio che fu costruito nel 1969, quindi ormai 51 anni fa. Due tappe (2018-2019), un finanziamento che si aggira sui 650mila franchi e un cronoprogramma che ha dovuto fare i conti con la pandemia (anche la presentazione ai media è stata posticipata). «Ma ormai ci siamo, mancano solo alcune finiture e abbiamo completato il piano di interventi», afferma con orgoglio Orlando Crameri, responsabile delle infrastrutture scolastiche, presente all’incontro insieme alla direttrice Sabina Paganini, alla presidente del consiglio scolastico Nadia Tuena e al bidello Livio Lanfranchi.

L’intervento è stato davvero poderoso. Nell’ex appartamento del custode hanno trovato spazio gli uffici direzionali e una capiente sala riunioni. Sul piano è stato ricavato poi un ascensore che abbatte quindi le barriere architettoniche in quell’ala dell’edificio permettendo di collegare tutti i piani in cui sono le aule. Restyling completo anche per l’aula insegnanti. Ora tutti i docenti hanno il loro armadietto, una cucina per prepararsi i pasti, un luogo dove preparare le lezioni e una sala per incontrarsi. La ristrutturazione ha dotato la scuola anche di una stanza-caveau dove custodire i dispositivi elettronici, e una nuova aula per gli educatori. 

«Ma nel cassetto abbiamo altri progetti che aspettano solo di essere realizzati - spiega Crameri -. Ad esempio, vorremmo cambiare l’ingresso delle elementari e renderlo speculare rispetto a quello delle secondarie, in modo da ricavare nel vecchio atrio l’aula dedicata alle materie tecniche».

Antonia Marsetti
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