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Anna Giacometti Primopiano F8055

«Per l’estate del turismo sono fiduciosa» 

14-05-2020

Per Anna Giacometti quella della scorsa settimana è stata la terza sessione al Consiglio nazionale. La prima, per la deputata grigionese del PLR, era stata quella dell’ingresso in parlamento a dicembre, poi in marzo le attività si sono interrotte per l’emergenza coronavirus.

Onorevole Giacometti, stavolta c’è stata una sessione davvero particolare.  

Sì. Questa è stata importante e straordinaria, però non si è svolta a Palazzo Federale.  Ci siamo riuniti nell’area fieristica Bernexpo. Le regole per prevenire il contagio sono state molto ferree, a cominciare dal distanziamento, che nel palazzo del Parlamento non sarebbe stato possibile osservare, e dalle norme per la disinfezione.   

Qual è la percezione dell’emergenza nella Capitale?  

È molto diversa da quella delle zone di confine. Sui mezzi pubblici e alla stazione ferroviaria, ad esempio, ci sono molte persone e non è possibile mantenere i due metri di distanza. Ho osservato una notevole voglia di ripartire, di riaprire le attività, con un’intensità ben superiore a quella delle regioni situate più a Sud, dove si è vissuta in pieno quest’emergenza.   

Il Consiglio federale ha stanziato oltre 60 miliardi di franchi per arginare le conseguenze economiche della propagazione del coronavirus. Come giudica l'azione del governo?  

Si è fatto tantissimo, cercando di aiutare tutti, con rapidità ed efficacia. In questa sessione sono stati approvati i crediti decisi nella situazione d’emergenza dal Consiglio federale, che è stato chiamato ad assumere importanti decisioni in tempi molto brevi. Una delle prime deliberazioni è stata quella relativa alle garanzie messe in campo dalla Confederazione per le aziende con problemi di liquidità, in modo da supportarle con un credito pari al 10% del fatturato dell’anno precedente, fino a un massimo di mezzo milione di franchi. È previsto il rimborso entro cinque anni. Ci sono state varie proposte alternative, ma sono state bocciate. Sono molto importanti anche i sei miliardi stanziati per l’assicurazione contro la disoccupazione per finanziare il lavoro ridotto e i 2.6 miliardi destinati all’acquisto di materiale sanitario. Senza dimenticare gli aiuti al settore dell’aviazione, alla cultura - 280 milioni di franchi sotto forma di aiuti immediati e indennità - e alle organizzazioni sportive, alle quali sono stati destinati 100 milioni. Complessivamente sono convinta che il Consiglio federale ha svolto un ottimo lavoro.  

 Ci sono stati provvedimenti particolarmente rilevanti per i Grigioni?  

Sì, ad esempio nell’ambito del turismo. Il Consiglio federale non aveva previsto un contributo per questo settore nell’aggiunta al preventivo 2020. Il Consiglio degli Stati ha proposto una somma di 67 milioni e il Consiglio nazionale ha dato il via libera a uno stanziamento di 40 milioni. Questa è stata la cifra finale. Alcuni parlamentari hanno ipotizzato soluzioni differenti, ma io sono soddisfatta di questo stanziamento a favore di Svizzera Turismo, approvato con l’obiettivo di promuovere esperienze turistiche ecosostenibili. È rimasta in sospeso la questione degli affitti commerciali. Una mozione chiedeva che il proprietario potesse incassare solo il 30% dei canoni degli esercizi chiusi. Io ero molto scettica di fronte a questa possibilità. La proposta per ora è stata bocciata e la pendenza  verrà ridiscussa a giugno.   

 Attualmente le dogane di Castasegna e Campocologno sono chiuse nelle ore notturne e ci sono delle forti limitazioni per il transito dei cittadini. Quali sono le previsioni per le frontiere?  

Non è facile prevedere i provvedimenti futuri. Alcuni colleghi hanno chiesto di riaprire tutto in fretta, ma giustamente il Consiglio federale ha replicato che è indispensabile una condivisione di eventuali cambiamenti con gli Stati limitrofi. Una riapertura, senza controlli adeguati e misure analoghe da parte dei singoli esecutivi, non avrebbe senso. D’intesa con i governi dei Paesi confinanti, sulla base dei fattori epidemiologici ed economici, si valuteranno i provvedimenti da assumere. Speriamo che il lockdown abbia portato i frutti sperati e che fra un paio di settimane ci siano ulteriori segnali incoraggianti. Non credo, al momento, che i cittadini svizzeri potranno trascorrere le vacanze all’estero. Ma come affermato dai consiglieri federali, tutto è in costante evoluzione.   

 Ci sono stati provvedimenti significativi anche sulla base del lavoro della commissione nella quale lei è impegnata, quella della politica estera?   

Sì. Abbiamo approvato il credito di cento milioni di franchi supplementari per l'aiuto umanitario per il 2020, in relazione alla crisi globale scatenata dalla pandemia di coronavirus. La situazione sul fronte umanitario si è fatta più complicata e in particolare più precaria nei campi profughi della rotta balcanica. L'aiuto umanitario diventerà sempre più importante e occorre quindi aumentare le sue risorse. Abbiamo anche approvato un appello rivolto alla comunità internazionale e agli Stati coinvolti in un conflitto, affinché depongano le armi e uniscano le forze per combattere la pandemia di coronavirus. Magari servirà a poco, ma è un segnale molto chiaro.   

Intanto anche in Bregaglia sono ripartite le lezioni e le imprese di vari settori hanno ricominciato la propria attività.  

Sono convinta che, grazie al lavoro della commissione e della direzione scolastica e con l’impegno degli insegnanti, tutto sia stato organizzato per ripartire. Le misure necessarie per evitare problemi sanitari nelle scuole non mancano. Per quanto concerne la ristorazione, va detto che qui non è ancora iniziata la stagione estiva. In ogni caso sono convinta che, se nei prossimi mesi i nostri connazionali trascorreranno le proprie vacanze in Svizzera, ci saranno tanti turisti nelle nostre belle regioni. 

Stefano Barbusca
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