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Il mio albero da frutta

27-05-2021

A dire la verità, la distribuzione di alberi da frutta nei tempi passati veniva effettuato da parte del Comune di Poschiavo. Ricordo di aver ricevuto un melo nel 1954, che è stato piantato su un appezzamento poco sopra il fondovalle, i «Runchett». A quei tempi tutti avevano un pezzo di terra per piantare alberi da frutta. Oggi non è più il caso, perché alcune case o appartamenti dispongono al massimo di un orticello o ne sono addirittura privi.

Non so di preciso fino a quando il Comune abbia fatto fronte a questa tradizione. Ci deve essere stato, però, un certo periodo di interruzione, in cui non venivano più distribuiti alberi da frutta. Quello che si sa è che, attorno alla metà degli anni Settanta e inizio Ottanta del secolo scorso, la tradizione è stata ripresa dalla Banca Cantonale Grigione.

Dopo un anno di forzata consegna a distanza, per colpa del coronavirus e rispettiva pandemia, venerdì 21 maggio si è ripetuta – almeno in parte perché tutti muniti di mascherina – la consegna ufficiale di alberi da frutta e piante bonsai. Mancava soltanto il rinfresco, sostituito con un buono di consumazione presso «Bio Bistro» Poschiavo. Alla manifestazione ha presenziato Gianmaria Sala della Banca Cantonale Grigione Poschiavo, con la viva partecipazione dell’esperto giardiniere Marcello Compagnoni di Campascio.

Il ritrovo ha avuto luogo nel giardino della famiglia Monica e Luca Jochum, in Via San Sisto 6 a Poschiavo. Erano presenti sedici dei diciotto alunni dell’ultimo anno di scuola della Valle di Poschiavo (due non hanno potuto presenziare per altri impegni), tutti affiliati alla citata Banca. Sono stati distribuiti otto alberi da frutta e dieci bonsai. Quest’ultimo è un albero in miniatura, che viene mantenuto tale attraverso un processo di potatura, riduzione delle radici e altri procedimenti tecnici.

Le alunne e gli alunni presenti hanno seguito con interesse la dimostrazione pratica di come piantare un albero da frutta, in questo caso il pero di Noemi Jochum, con interessanti indicazioni dell’esperto giardiniere Marcello Compagnoni. Insomma non basta piantare l’albero (vedi a questo proposito il video su https://www.ilgrigioneitaliano.ch), bisogna farlo nel modo giusto per garantirne la continuità e la crescita. Dapprima darle abbondantemente acqua e quindi legarlo al palo con una corda di fibra naturale, che durante la crescita marcisce e non incide sullo sviluppo dell’albero. Se invece si usano altri mezzi di legatura si rischia di farlo morire. In seguito va concimato e potato nel giusto modo. Insomma, l’albero va amato perché si tratta di una creatura vivente di grande valore ecologico ed estetico che rende più bello il paesaggio e contribuisce a ridurre l’inquinamento; infatti assorbe l’anidride carbonica (molecola da un atomo di carbonio e due atomi di ossigeno), il cosiddetto CO2 di attualità perché dovremo votarlo il prossimo 13 giugno (Legge sul CO2).

Remo Tosio
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