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Ritirospiritualediquaresima 2018 01 43004
Momento della celebrazione della S. Messa

Ritiro spirituale di Quaresima a Prada!

01-03-2018

 

È stato bellissimo sabato mattina. Con il sole splendente e la neve che si scioglieva un po’ dappertutto, alle 9.00 in punto, con il Rito della Via Crucis guidato dal Parroco di Prada, inizia il ritiro spirituale di Quaresima organizzato dalla Parrocchia San Bernardo in Prada: una sosta silenziosa per prepararsi, con la preghiera e la riflessione, alla festa di Pasqua meditando il grande mistero della Passione del Signore. Al termine del rito svoltosi nella chiesa parrocchiale, i numerosi partecipanti, laici e sacerdoti, provenienti dalla valle di Poschiavo, dalla Valtellina, dalla Valmalenco e dal Ticino hanno affollato la sala parrocchiale in un clima sereno e di grande cordialità per bere insieme un caffè. Dopo il saluto e le parole introduttive di don Davide, si è cantato il Veni Creator al termine del quale ha preso la parola il Vescovo. «La Santa Eucarestia: memoriale del sacrificio della croce»: questo il tema della giornata. Come ha ricordato il Parroco nella sua introduzione, il tema è particolare. Nel vissuto di tanti praticanti non è raro riscontrare che l’offuscamento del carattere sacrificale della S. Messa abbia fatto perdere la coscienza della reale presenza di Cristo nel Sacramento, e di conseguenza che cosa sia realmente la S. Messa. Il Vescovo, con un linguaggio semplice e penetrante, ha affrontato l’argomento in un perfetto italiano lasciando soprattutto trasparire la sua profonda convinzione e la sua fede nell’argomento trattato. Ciò ha impressionato molti.  Il Vescovo ha subito ricordato - citando il documento del Concilio Vaticano II Sacrosantum Concilium - che per i credenti, la liturgia è «fonte e culmine» (SC 10) della loro identità e del loro essere nel mondo. Nel primo dei tre punti della conferenza ha illustrato i concetti di Sacrificio, Sacramento e Santissimo; nel secondo punto ha spiegato come interiorizzare l’Eucaristia illustrando le diversità di significato tra il sacerdozio ministeriale, il sacerdozio comune e la partecipazione attiva dei fedeli o, come ha preferito sottolineare, di «actuosa partecipatio». Nel terzo punto, con una sintesi essenziale, ha fatto notare le differenze significative tra il «rito latino classico» e il «rito latino ordinario» entrando in alcuni dettagli particolarmente utili per la comprensione del rito stesso. Ne è emerso un forte richiamo per tutti al rispetto dovuto all’Eucaristia.

La conferenza spirituale ha affascinato tutti sia per la profondità dei contenuti sia per la dolcezza con la quale è stata proposta. Al termine, alcuni sono intervenuti con domande di approfondimento e con la condivisione delle proprie esperienze. A tutti il Vescovo ha dato una risposta.  Alle 11.45 ci si è recati in chiesa per la S. Messa che Mons. Huonder ha celebrato secondo il rito latino classico che il documento pontificio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI ha promosso e riproposto per i fedeli e i sacerdoti particolarmente vicini a questa forma celebrativa. Già nell’anno 1988 Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica «Ecclesia Dei» esortava i Vescovi ad usare largamente e generosamente tale rito in favore di tutti i fedeli che lo richiedessero. Come scrive Benedetto XVI nella lettera di accompagnamento al Summorum Pontificum «non c’è nessuna contraddizione tra l’una (nuova) e l’altra (antica) celebrazione. Nella storia della liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso». I presenti hanno potuto così partecipare a questa bellissima celebrazione che ha dato concretezza a quanto appreso nella meditazione del mattino. L’assemblea ha partecipato con il cuore e in profondo raccoglimento e, nello stesso tempo, con quell’attiva partecipazione che si è potuta constatare nella prontezza delle risposte al celebrante e nel canto.

In questo ritiro la presenza del Vescovo Vitus è stata avvertita da tutti proprio come quella del «buon Pastore», che si prende cura del suo gregge spendendosi con amore e dedizione a introdurre e confermare il suo «gregge» nella fede e, in questa occasione, ad una più profonda comprensione del più grande mistero della nostra fede cattolica: la Santa Eucarestia.

Dopo queste righe è doveroso esprimergli il nostro grazie; non solo a Lui ma anche a coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa bella iniziativa. La giornata si è conclusa con il pranzo comunitario con il Vescovo presso il «Ristorante Saggitario» a Pagnoncini.

Matteo Tuena e Mario Maurer

Nadia Garbellini Tuena
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