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Si è spento Bernardo Lardi, ex podestà

Nato a Le Prese nel 1936, primogenito della famiglia insieme al fratello gemello Massimo, Bernardo Lardi compì gli studi ginnasiali a Disentis e ad Altdorf, intraprendendo in seguito lo studio del diritto all’Università di Zurigo, dove si laureò nel 1964. Qualche anno più tardi conseguì la licenza quale avvocato, quindi, nel 1969, il titolo di dottorato e infine nel 1974 la licenza di notaio. Negli stessi anni, dal 1965 al 1970, Lardi lavorò come giudice istruttore a Coira e a Samedan, per aprire in seguito un proprio studio legale e notarile con sede a Poschiavo e nella stessa Samedan. 

Negli anni poschiavini, appena trentaquattrenne, fu eletto alla carica di podestà, quindi come deputato in Gran Consiglio, gettando le basi della successiva – fulminea – carriera politica che nel settembre 1979 lo avrebbe portato all’elezione nel Consiglio di Stato, rappresentante, certo, del suo partito ma anche dell’intera minoranza grigionitaliana, dopo che – passati gli anni del dr. Ettore Tenchio e di Renzo Lardelli – essa non aveva più trovato espressione in seno al Governo retico. Il giorno dell’elezione – come riportano le cronache del «Grigione Italiano» – una numerosa folla si riversò nella piazza di Poschiavo e le campane delle chiese suonarono a festa. 

Bernardo Lardi fu inoltre membro e presidente di un gran numero di consigli e comitati direttivi, commissioni e conferenze, dalla Ferrovia Retica all’Ente nazionale per il turismo, alla Lotteria intercantonale, alla Conferenza svizzera dell’autorità di vigilanza sugli uffici di stato civile, solo per citare alcuni esempi. Più tardi, dismessa la carica governativa nel 1987, fece parte – tra le altre molte cose – del consiglio d’amministrazione delle FFS e della CORSI. Negli anni in cui fu membro del Governo e capo del Dipartimento di giustizia e polizia, come anche negli anni precedenti e successivi, Bernardo Lardi si segnalò dunque in vari campi e in svariate occasioni.

Nondimeno, allorché – nel 1989 – il Comitato direttivo della Pro Grigioni Italiano propose all’Assemblea dei delegati la sua nomina a socio onorario, esso citò dei precisi motivi che dimostravano la sua particolare attenzione e sensibilità «alla causa del nostro Sodalizio, della nostra lingua e della nostra minoranza». Lungo è l’elenco dei motivi che sostenevano la proposta di nomina, tutti ascrivibili al decisivo influsso di Lardi sulle decisioni del Governo: il sensibile aumento dei sussidi alla Pgi; il mantenimento o persino l’incremento delle cattedre di lingua italiana nonostante il calo del numero degli studenti; il sostegno al personale grigionitaliano in ogni settore; l’introduzione dell’insegnamento della storia in lingua italiana presso la Scuola cantonale grigione di Coira; l’introduzione dell’italiano e del romancio come prima lingua straniera presso la Scuola femminile (al posto dell’abituale francese), costituendo un modello che la Pgi caldeggiava fosse esteso a tutte le scuole medie del Cantone. Va infine ricordato anche l’impegno a favore della costruzione del traforo del Vereina, che costituiva un vantaggio non solo per l’Engadina ma anche per la Bregaglia e la Valposchiavo, nonché quello – pur non coronato dal successo – per la costruzione del traforo ferroviario dello Spluga, ritenendo che la Svizzera orientale avesse diritto a godere dei vantaggi di una linea internazionale, ma anche reputando che essa potesse alleggerire il carico di traffico su gomma lungo l’asse del San Bernardino.

Oggi il nostro Sodalizio si rattrista per la scomparsa di uno dei rappresentanti più insigni ed autorevoli del Grigionitaliano e porge ai famigliari le più sentite condoglianze.

Comunicato stampa
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Commenti  

#1 damiano gianoli 21.03.2020 03:22
Cara Angela e cara Ursina, assieme a tutte le persone che furono vicine a Bernardo, porgo le mie piu sincere condoglianze, senza dimenticare il gemello Massimo.
Vi sono vicino col pensiero, cara Angela Ti auguro tanta forza e sono certo che Bernardo, spiritualmente Ti sarâ sempre vicino. damiano

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