Alla scoperta della “Pietà” poschiavina

C’è un (bel) po’ di Valposchiavo nella mostra-evento “In confidenza col sacro. Statue vestite al centro delle Alpi” aperta fino all’11 marzo a Sondrio nelle sale del Museo valtellinese di Storia e Arte e nella Galleria del Credito Valtellinese.
Uno dei pezzi forti della rassegna è infatti la “Pietà”di Giovanni Battista Del Piaz, conservata nel monastero di Santa Maria Presentata di Poschiavo. L’opera poschiavina è stata segnalata alla curatrice della mostra, la studiosa Francesca Bormetti, dalla ricercatrice Silvia Papetti.
«La “Pietà” poschiavina è senz’altro una delle opere più interessanti della mostra – ha spiegato Bormetti nell’incontro organizzato ieri sera a Poschiavo dalla Pro Grigioni Italiano e dal Comune nel Vecchio Monastero per presentare la ricerca sfociata nella mostra e in un catalogo di pregio -. Non sappiamo se in Valle ce ne fossero altre, come è probabile. In provincia di Sondrio ne abbiamo documentate 90, di cui soltanto 40 si sono conservate, le altre purtroppo sono andate perdute». Il lavoro condotto da Bormetti ha richiesto anni di ricerche che hanno coinvolto vari studiosi. Lo studio è di grande importanza perché affronta una materia – le statue vestite – mai analizzata fino ad oggi, eccetto qualche approfondimento in Centro Italia. Significativa la presenza, tra i simulacri in mostra, della statua poschiavina. «Mi sono imbattuta in Giovanni Battista Del Piaz, autore della “Pietà” di Poschiavo, studiando la cassa dell’organo del Santuario di Grosotto – ha svelato Papetti -. E’ probabile che la statua sia stata realizzata nel 1738, anno in cui una figlia del Del Piaz, Maria Maddalena, fu mandata a educarsi nel monastero poschiavino».

[LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO A FIRMA MICHELA NAVA SULL’EDIZIONE DI GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO 2012 DE «IL GRIGIONE ITALIANO»]

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