Osservatorio Economico: primi risultati
Il sondaggio condotto dall’Osservatorio Economico presso le aziende Valposchiavine sta per concludersi. È tuttavia ancora possibile parteciparvi fino al 4 febbraio prossimo. I risultati intermedi indicano che fra il 2010 e il 2011 le aziende hanno registrato un peggioramento del clima economico.
Dalle risposte si evince che il peggioramento è coinciso soprattutto con il rafforzamento del Franco svizzero rispetto all’Euro e con un conseguente indebolimento della congiuntura locale. I problemi che maggiormente affliggono l’economia valligiana sono «esterni». In connessione al progetto Lagobianco, si ipotizzano delle opportunità soprattutto per l’edilizia. Per quanto riguarda la riforma territoriale si teme invece una crescente difficoltà a far valere i propri interessi a Coira.


[INFORMAZIONI PIÙ DETTAGLIATE SULL’EDIZIONE DI GIOVEDÌ 26 GENNAIO 2012 DE IL GRIGIONE ITALIANO]








Ogni società guarda ai propri interessi.Valutare ogni situazione economicamente!La situazione Lago Bianco.Da valutare attentamente che non sia più una perdita che un guadagno(vedi situazione economica europea e centrali nucleari svizzere).Se no ci sono alternative a costruire altri tipi di centrali idroelettriche.Basta che siano economicamente sostenibili.
Il tema che sollevi è molto pertinente e anche di vasta lettura e interpretazione. È vero che ogni società deve guardare primariamente ai propri interessi, e proprio per questo non può isolarsi dal contesto in cui agisce. È importante conoscere il terreno su cui ci si muove almeno tanto quanto conoscere i propri asset.
Per quanto riguarda il pèrogetto Lagobianco la discussione sarebbe molto lunga. Sintetizzando però credo sia importante che la nostra economia di valle guardi al futuro senza ancorarsi a questo progetto che come ben dici potrebbe essere una perdita, e non solo per gli investitori. Sull’economicamente sostenibile il problema è relativamente complesso in quanto nella produzione d’energia attualmente subentrano terze parti che solitamente non interferiscono sul mercato (vedi incentivi statali). Certo è che anche nelle nazioni in cui non si prevede l’abbandono dell’atomo il settore è in crisi. C’è da vedere di che tipo di crisi si tratta e quanta speculazione vi è dietro.