Buone feste

Ormai ci siamo, le festività natalizie sono alle porte e con esse si chiude pure un altro anno. Se riguardo a questo 2011, ammetto che professionalmente provo sensazioni sia di nostalgia sia di sollievo. Non saprei dire se a prevalere è il «finalmente» oppure il «purtroppo», tanto particolari sono stati questi 365 giorni.

Non che m’illuda che dal prossimo gennaio la situazione cambierà radicalmente, ma il cambio d’anno è sempre un’ottima occasione per chiudere, in maniera più o meno definitiva, un capitolo e aprirne un altro. Quanto del vecchio verrà riportato nel nuovo è ancora difficile da quantificare e neppure è mia intenzione farlo. Personalmente guardo al futuro sempre con rinnovato ottimismo cercando sempre di vivere il presente e mai rinnegando il passato. Da un canto sono sollevato nel sapere già d’adesso che il 2012 non sarà un anno elettorale e verranno quindi a cadere le grandi pressioni che caratterizzano questi appuntamenti. Da un canto, lo ammetto, trovo sempre molto affascinante confrontarmi con le visioni politiche che emergono in occasione di questi appuntamenti, dall’altro però il dover sempre misurare le parole per evitare di favorire l’uno o l’altro è un esercizio snervante. Rendere meno pesanti questi periodi sarebbe semplice, basterebbe schierarsi velatamente o meno da una parte. Ma la filosofia editoriale su cui ho basato la gestione di questo giornale è quella di informare la gente e non di formare un’opinione a modello della mia. Consci della caratteristica umana dell’inevitabile impossibilità di rimanere sempre e comunque obiettivi – è un dato di fatto che un oggetto se guardato da angolazioni diverse può apparire completamente diverso –, con la redazione intera abbiamo cercato di ampliare le nostre vedute suddividendoci i compiti in maniera tale che ogni argomento venisse trattato per lo meno da due angolazioni diverse. Un sistema di lavoro che non abbiamo limitato solo ai temi politici, ma che abbiamo adottato anche per altre tematiche d’interesse pubblico o comune quali, per citare alcuni esempi, il «Progetto Lagobianco» oppure la nuova «Riforma territoriale cantonale». Ma è fatto assodato che le grandi soddisfazioni nascono dalle sfide importanti. L’impressione, guardando al lavoro che abbiamo svolto durante l’anno che sta per concludersi, è che la redazione abbia svolto un ottimo lavoro e abbia dimostrato grande professionalità. A rendermi ancora maggiormente orgoglioso è pure l’enorme spazio che abbiamo riservato alle notizie e ai resoconti prettamente locali. Durante questo 2011 abbiamo scritto con passione e impegno di teatri, concerti, manifestazioni sportive, inaugurazioni, premiazioni, onorificenze, novità e di tutti quei piccoli eventi che caratterizzano la nostra quotidianità. Abbiamo compiuto qualche errore, e per questo ce ne scusiamo, ma mai intenzionalmente. Per tutto questo non posso esimermi dal ringraziare tutti i collaboratori che hanno avuto la pazienza e la voglia di lavorare per rendere questo giornale sempre più interessante e soprattutto vivo. Senza il loro aiuto questa mia bella avventura si sarebbe trasformata in una corsa ad ostacoli. Di vero cuore vi ringrazio. Così come nel porgervi i miei più sentiti auguri di un sereno Natale e di un ottimo inizio di 2012 desidero pure ringraziare tutti i lettori, che con la loro sagacia e la mente aperta non hanno mancato di far sentire la loro voce sia quando condividevano quanto riportato, sia quando lo osteggiavano. Un segnale che personalmente ho colto in maniera oltremodo positiva a dimostrazione che a 160 anni dalla sua fondazione Il Grigione Italiano e più presente che mai tra di noi. A tutti, di nuovo, buone feste e arrivederci al 5 gennaio.

 

Antonio Platz

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